La televisione pubblica ungherese si scusa per la disinformazione e annuncia riforme radicali

08.07.2026 10:15
La televisione pubblica ungherese si scusa per la disinformazione e annuncia riforme radicali

Riforma dei media pubblici ungheresi: un nuovo inizio per il servizio pubblico di informazione

Martedì, sul primo canale della televisione pubblica ungherese MTVA, è apparso un messaggio in bianco su sfondo nero, dichiarando: «Il servizio pubblico non dovrebbe mentire. Ci scusiamo per averlo fatto così a lungo.» Questa comunicazione ha segnato la sospensione delle trasmissioni per permettere le riforme volute dal nuovo primo ministro Péter Magyar. Dall’insediamento di Magyar, avvenuto a maggio, è iniziato un progressivo smantellamento della struttura semi-autoritari del suo predecessore, Viktor Orbán, da cui i media statali erano diventati un’eco acritica del governo, riporta Attuale.

Oltre ai programmi televisivi, sono stati sospesi anche quelli della radio pubblica Kossuth, sostituiti temporaneamente da brani del compositore ungherese Béla Bartók. Dopo ore di oscuramento, le trasmissioni sono riprese, ma senza notiziari, che verranno riportati solo al termine della ristrutturazione. Il messaggio di M1 ha proseguito: «Il servizio pubblico si sta trasformando per essere, in futuro, indipendente e credibile. I notiziari sono sospesi, restate con noi».

La decisione del governo di Magyar di riformare in modo così netto i media pubblici suscita preoccupazione per quanto possa rivelarsi delicata e potenzialmente rischiosa.

Durante il regime di Orbán, i principali canali di informazione, sia pubblici che privati, erano stati quasi completamente accaparrati da persone a lui fedeli, diventando strumenti di propaganda. Ciò ha limitato severamente la presenza di media indipendenti, spesso presi di mira dal governo, portando l’Ungheria a occupare le ultime posizioni nelle classifiche di libertà di stampa in Europa.

Per procedere con la riforma, il parlamento, dove il partito di Magyar, Tisza, detiene una solida maggioranza, ha già nominato un consiglio di amministrazione provvisorio. Sono stati licenziati alcuni dirigenti e giornalisti, rimpiazzati da figure temporanee, mentre la leadership definitiva sarà selezionata tramite un bando pubblico. Nei prossimi giorni è prevista una ristrutturazione societaria che culminerà con la creazione di un’agenzia di stampa indipendente, con l’obiettivo di rendere il servizio pubblico più resistente alle influenze politiche.

Magyar ha definito quella di martedì una «giornata storica». «Mentivano di notte, mentivano di giorno, mentivano su ogni canale. Ora è finita», ha affermato. Tuttavia, i partiti di opposizione, incluso Fidesz di Orbán, hanno denunciato un processo di riforma affrettato e politicamente motivato. Orbán ha definito la situazione un «esempio della tirannia di Tisza». Queste riforme delicate richiedono un intervento significativo del governo nelle istituzioni pubbliche ungheresi e, se implementate senza adeguata considerazione del processo democratico, possono minare la fiducia dell’elettorato e rafforzare le argomentazioni di Fidesz.

Non sono solo le riforme dei media pubblici a caratterizzare l’operato del nuovo governo di Magyar nell’intento di ripristinare la democrazia ungherese.

Negli ultimi mesi, il parlamento ha ridotto la durata massima del mandato di un primo ministro per evitare che una sola persona possa accumulare troppo potere. Questo impedisce, tra l’altro, la rielezione di Orbán, recentemente rinominato presidente di Fidesz nonostante la sconfitta alle elezioni. Inoltre, il parlamento ha confermato l’appartenenza dell’Ungheria alla Corte penale internazionale, contravvenendo una decisione molto contestata di Orbán. Magyar ha richiesto le dimissioni di importanti figure pubbliche, incluso il presidente, mentre l’agenzia anticorruzione cerca di recuperare i fondi pubblici spesi dal governo precedente per favorire i propri alleati. La procura ungherese ha anche ritirato le infondate accuse contro il sindaco di Budapest per aver organizzato la parata del Pride.

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