La tratta dei braccianti in Calabria: una grave emergenza sotto gli occhi di tutti

05.06.2026 05:55
La tratta dei braccianti in Calabria: una grave emergenza sotto gli occhi di tutti

Tratta di Braccianti in Calabria: La Violenza Feroce Riporta alla Luce un Problema Radicato

Un tragico episodio ha scosso la comunità di Amendolara, in Calabria, dove quattro braccianti sono stati trovati bruciati vivi in una stazione di servizio. Questo evento di estrema brutalità è solo l’ultimo di una serie di atti violenti legati al sfruttamento di lavoratori nel settore agricolo. Secondo Giuseppe Lavia, segretario generale dell’Usr Cisl Calabria, “questo episodio… è stato preceduto da altri.” La situazione mette in evidenza i gravi contrasti tra gruppi criminali, una realtà allarmante in un’area già colpita da problemi di caporalato, riporta Attuale.

UNA REALTÀ SCONCERTANTE Nonostante gli sforzi delle istituzioni e il lavoro delle associazioni, lo sfruttamento della manodopera straniera continua ad espandersi. Maria Rita Acciardi, sindaco di Amendolara, ha convocato un incontro per oggi alle 18 con i sindaci delle aree colpite dal caporalato, in vista della grande manifestazione organizzata da sindacati e associazioni per domani.

MANCANZA DI MEZZI E RISORSE Lavia ha sottolineato l’urgenza di rafforzare i controlli contro il caporalato, evidenziando che l’Ispettorato del lavoro è attualmente sotto organico. “La Comunità europea deve vincolare i propri aiuti e incentivi al rispetto della dignità del lavoro,” ha avvertito. L’agricoltura calabrese, pur cercando di affermarsi come di qualità, è oscurata dai fenomeni di sfruttamento che si stanno verificando in diverse zone della regione.

IL LEGAME CON LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA Secondo Lavia, le indagini dovranno accertare i legami tra la tratta di braccianti e la criminalità organizzata locale. Gli arrestati per il delitto sono Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi afghani e di 31 anni. Le accuse contro di loro includono anche il ruolo di caporali, con entrambi che hanno scelto di rimanere in silenzio davanti al giudice. Si sospetta che le vittime siano state uccise dopo aver protestato contro le condizioni in cui vivevano.

I LAVORATORI PIÙ VULNERABILI Carmen Florea, mediatrice sociale, ha delineato il profilo dei braccianti più a rischio di sfruttamento. “I più fragili sono coloro che vengono da altre regioni, come la Puglia e la Sardegna,” ha spiegato. Questi lavoratori, una volta arrivati, sono facilmente preda dei caporali, che li rinchiudono in case isolate, rendendoli vulnerabili e privi di libertà.

INTERVENTI CONTRO IL LAVORO SOMMERSO Il progetto Supreme II opera nella regione per combattere il caporalato e fornire assistenza ai braccianti. Stefania Bozzo, operatrice del progetto, ha dichiarato che il fenomeno della tratta di braccianti è inaudito e, purtroppo, esistente. Il progetto ha già registrato 400 braccianti regolari che cercano aiuto, ma molti altri restano invisibili, protetti da un sistema di sfruttamento che li tiene in cattività.

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