La tregua tra Israele e Hamas raggiunge un momento critico
Sabato, il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha dichiarato che la tregua tra Israele e Hamas si trova in una fase cruciale. L’accordo iniziale, promosso dal presidente americano Donald Trump a ottobre, prevedeva il rilascio degli ostaggi israeliani, morti e vivi, e di centinaia di palestinesi detenuti da Israele. Attualmente, Hamas deve restituire il corpo di un ultimo ostaggio deceduto durante la detenzione, riporta Attuale.
Il Qatar, insieme all’Egitto, svolge un ruolo di mediatori in questo processo. Al Thani ha sottolineato che vari paesi sono al lavoro per avviare la seconda fase della tregua, concentrandosi in particolare su come sarà governata Gaza, un passaggio che si preannuncia difficile.
Il piano prevede, dopo la fine delle ostilità e il rilascio degli ostaggi, discussioni su un futuro governo di Gaza. A tal proposito, si propone un governo tecnico di transizione, composto da esperti e non legato a specifici gruppi politici. Inoltre, una “Forza Internazionale di Stabilizzazione” (ISF) sarà inviata nella Striscia per garantire la sicurezza. Hamas, attualmente al potere nella Striscia, dovrà disarmarsi e Israele sarà chiamato a ritirarsi dalle aree occupate di Gaza.
Questi aspetti dell’accordo sono particolarmente delicati e, al momento, non ci sono stati progressi significativi nella loro attuazione. Ad esempio, non è stata ancora definita la struttura di comando della ISF né i suoi compiti specifici. Inoltre, non è chiaro quali paesi parteciperanno; la Turchia è uno dei pochi disponibili, ma Israele ha manifestato opposizione alla presenza di truppe turche. Anche Hamas ha criticato la creazione della ISF, temendo che un suo eventuale coinvolgimento la renda una forza non neutrale.
Secondo alcuni funzionari arabi e occidentali, dovrebbe essere istituito un Consiglio di Pace, un organismo internazionale per monitorare l’implementazione dei punti dell’accordo, sotto la guida di Trump, entro la fine dell’anno.
Hamas ha più volte rifiutato di consegnare le armi, e non ci sono segnali che Israele intenda ritirarsi dalle zone attualmente occupate. La linea che separa queste aree dal resto della Striscia, definita “linea gialla”, si sta stabilizzando come un confine definitivo. In conformità con il piano, Israele dovrà garantire la riapertura del valico di Rafah, chiuso dal maggio 2024, che collega Gaza all’Egitto. Tuttavia, al momento, Israele ha dichiarato che il valico sarà riaperto solo per i palestinesi che desiderano lasciare la Striscia.
Il piano di pace è entrato in vigore a ottobre, ma da allora ci sono stati continui scontri tra l’esercito israeliano e Hamas. Le autorità di Gaza riferiscono che oltre 360 palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano dal 10 ottobre, data di inizio della tregua.