Ladro ucciso a Lonate Pozzolo, la famiglia difende Jonathan Rivolta: “Si è solo difeso”

15.01.2026 11:05
Ladro ucciso a Lonate Pozzolo, la famiglia difende Jonathan Rivolta: “Si è solo difeso”

Lonato Pozzolo (Varese) – La tranquillità della frazione di Sant’Antonino Ticino è stata spezzata dall’intensificarsi delle pattuglie dei carabinieri, impegnate in ronde di controllo attorno all’abitazione dove è avvenuta una tragica rapina. Le preoccupazioni tra i residenti sono palpabili, con la famiglia di Jonathan Rivolta, il giovane che ha colpito a morte un ladro entrato in casa, che esprime apertamente paura di possibili ritorsioni. Il ladro, Adamo Massa, sinti torinese di 37 anni, è deceduto in ospedale poche ore dopo l’incidente. La famiglia di Jonathan, già scossa dall’accaduto, teme ora reazioni impreviste da parte dei famigliari della vittima, riporta Attuale.

Il fatto è avvenuto nella notte di domenica, quando Jonathan si è trovato faccia a faccia con i malviventi. Durante una colluttazione, è riuscito a utilizzare un coltello per difendersi, provocando la ferita letale che ha condotto Massa alla morte. La dinamica dell’accaduto ha suscitato un acceso dibattito sulla legittima difesa in Italia e sul sentimento di insicurezza che sta crescendo tra i cittadini, in particolare nei piccoli centri come Lonate Pozzolo.

Gaetano Lupia, zio di Jonathan, ha dichiarato: “Adesso ci prepareremo ancora meglio, perché non se ne può più”, evidenziando il clima di paura che aleggia nella comunità. Ha spiegato che la famiglia teme non solo per la propria sicurezza, ma anche per possibili ritorsioni, sottolineando che questo non è il primo furto avvenuto nella zona. “Non è la prima volta che succede qui a Sant’Antonino. Ci sono stati altri furti. Siamo tutti preoccupatissimi”, ha affermato. Il racconto di Lupia chiarisce il contesto in cui è avvenuto l’episodio: Jonathan era a casa, ha sentito rumori e si è sceso per verificare la situazione, trovandosi improvvisamente coinvolto in una colluttazione.

La questione della legittima difesa è al centro del dibattito pubblico, con molti che sostengono che Jonathan ha semplicemente reagito per proteggere la propria vita. Il padre di Jonathan, Francesco, ha espresso la sua rabbia nei confronti dei media, chiedendo rispetto per la situazione familiare e sottolineando che “mio figlio si è difeso. Cosa avrebbe dovuto fare?”. Attualmente, l’indagine è in corso, e gli inquirenti stanno esaminando attentamente le circostanze dell’incidente.

La vicenda ha messo in luce le paure e le preoccupazioni dei residenti di Lonate Pozzolo, un sentimento di vulnerabilità che si fa sempre più diffuso tra le comunità italiane, soprattutto in un periodo in cui i furti e le intrusioni nelle abitazioni sembrano in aumento. La famiglia di Jonathan, già provata dall’evento traumatico, si trova quindi ad affrontare non solo le conseguenze dell’atto di violenza ma anche le ripercussioni psicologiche e sociali che ne derivano. L’atmosfera di oppressione e paura è palpabile e le forze dell’ordine sono state sollecitate a garantire maggiore sicurezza per i cittadini.

1 Comment

  1. Non ci si può credere, siamo davvero arrivati a questo punto? In un paese civilizzato, la gente dovrebbe sentirsi al sicuro a casa propria! Jonathan ha solo cercato di difendersi, ma ora deve convivere con la paura delle ritorsioni… Un clima davvero insostenibile. E poi dicono che la legittima difesa non è necessaria, ma cosa deve succedere ancora?

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