I missili Tomahawk per l’Ucraina: una potenziale svolta nella guerra contro la Russia
DALLA NOSTRA INVIATA
KIEV – Se il presidente Trump dovesse concedere definitivamente il permesso, l’Ucraina potrebbe presto ricevere missili Tomahawk, un’arma che non rappresenterebbe un regalo ideale per Putin, riporta Attuale.
I Tomahawk, superiori agli Atacms, hanno un raggio d’azione che varia tra le 700 e le 1500 miglia, rendendoli capaci di colpire efficacemente obiettivi terrestri dal mare e da piattaforme sottomarine. Questi missili da crociera di fabbricazione statunitense, volano a bassa quota, rendendoli difficili da rilevare. Utilizzati in conflitti passati come l’Iraq e la Siria, i Tomahawk potrebbero essere una risorsa significativa per l’Ucraina se gli Stati Uniti decidessero di fornirli, senza comprometterne le riserve militari, al contrario di quanto avvenuto con i Patriot.
Secondo l’Institute for the Study of War, l’introduzione dei Tomahawk potrebbe permettere all’Ucraina di ridurre drasticamente l’efficacia in combattimento dell’esercito russo. Sebbene le forze ucraine siano già in grado di condurre attacchi a lungo raggio con droni, i carichi tendono a essere limitati e meno letali. I Tomahawk, con la loro capacità di colpire obiettivi strategici, potrebbero causare danni significativi. In base alle stime, la variante da 2.500 chilometri potrebbe raggiungere almeno 1.945 obiettivi militari russi, mentre quella da 1.600 chilometri colpirebbe circa 1.655 obiettivi, inclusi impianti di produzione di droni in Tatarstan e basi aeree utilizzate per attacchi contro l’Ucraina.
La campagna DeepStrike, focalizzata finora sull’uso di droni, ha già interferito con le operazioni e le linee di rifornimento russe, con 85 obiettivi strategici colpiti in due mesi, tra cui basi militari e impianti di produzione di armi. Con l’aggiunta dei missili a lungo raggio, i problemi per il Cremlino potrebbero aumentare considerevolmente.
In attesa della decisione di Trump, l’Ucraina ha avviato la produzione di un nuovo missile da crociera, il FP-5 Flamingo, con una gittata di 3.000 chilometri e una testata di 1.150 chilogrammi. Sebbene i test non siano ancora completati, il Flamingo potrebbe intensificare la campagna DeepStrike, dato che la sua capacità di penetrazione delle difese aeree russe rappresenterebbe un passo avanti significativo. Il missile, progettato da un’azienda ucraina con il colore rosa scelto dalla CEO Iryna Terekh, segna una rottura con la tradizionale produzione maschile di armamenti.
Il Flamingo offre anche vantaggi pratici: utilizza motori turbofan sovietici ricondizionati in fusoliere di fibra di carbonio, rendendo la produzione più rapida ed economica. Con costi di circa 500 mila dollari ciascuno, molto inferiori rispetto ai Tomahawk, potrebbe rappresentare una valida alternativa, nonostante una precisione inferiore.