Divario di genere in Giappone: la pulizia nello stadio diventa simbolo di un problema più ampio
Il 14 giugno, dopo la partita d’esordio della nazionale giapponese ai Mondiali, terminata con un pareggio 2 a 2, diversi tifosi sono stati fotografati mentre pulivano gli spalti del Dallas Stadium prima di andare via. Non è la prima volta che questo accade: i giapponesi sono noti per la loro consuetudine di raccogliere l’immondizia dopo concerti ed eventi sportivi, ma l’evento ha preso una piega interessante. Infatti, dopo un’altra partita contro l’Olanda, è diventato virale un post sui social che invitava gli uomini giapponesi a mostrarsi altrettanto solerti nelle faccende domestiche, spesso delegate alle donne, riporta Attuale.
Il post in questione mostrava un’illustrazione divisa: a destra, un tifoso sorridente sugli spalti con un sacchetto della spazzatura in mano; a sinistra lo stesso tifoso rilassato sul divano, mentre la moglie lava i piatti. Al centro, lo slogan “Please do it at home” (Fatelo a casa vostra), un chiaro riferimento ai noti cartelli della metropolitana di Tokyo che promuovono il rispetto delle regole sugli spazi pubblici.
Il post ha ricevuto migliaia di condivisioni, spesso accompagnate da commenti che mettecono in luce l’ipocrisia di alcuni uomini giapponesi. Un utente ha scritto: “Probabilmente tra coloro che raccolgono la spazzatura c’è un uomo che ha un figlio piccolo a casa e ha lasciato che la moglie si occupasse di lui per venire a vedere i Mondiali”.
I giapponesi sono noti a livello globale per il loro senso civico e il dovere, e i video che li ritraggono intenti a ripulire gli stadi hanno raggiunto una grande notorietà durante i Mondiali in Qatar e in Russia, suscitando ammirazione anche in Italia. Tuttavia, è importante notare che, nonostante questo impegno civico, la società giapponese affronta significative disparità di genere. Le donne sono ancora caricate della maggior parte dei lavori domestici, un’eredità culturale che permane nonostante i progressi in altri ambiti.
Secondo i dati pubblicati nel 2021 dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), le donne giapponesi spendono in media oltre tre ore al giorno in attività domestiche, mentre gli uomini dedicano solo 47 minuti. Questo rappresenta uno dei divari più ampi tra i paesi membri. Inoltre, un’indagine del governo ha rilevato che, nelle famiglie con due redditi e figli di età inferiore ai sei anni, le donne si occupano di lavori domestici per più di sette ore al giorno, a fronte di meno di due ore dedicate dagli uomini.
Questa situazione limita le opportunità di carriera delle donne, contrariamente agli uomini che affrontano una maggiore accettazione sociale nel lavorare molte ore, anche a costo della propria salute. Il rapporto del World Economic Forum del 2021 evidenzia anche che il Giappone si colloca al 120esimo posto su 156 paesi nel ranking globale sul divario di genere, risultando in cima alla lista per i paesi sviluppati con maggiore disuguaglianza.
Le radici di queste disuguaglianze sono molteplici e affondano in ragioni sociali e culturali. Dopo la Seconda guerra mondiale, si è enfatizzata l’immagine del marito lavoratore e della moglie casalinga, portando la società giapponese a considerare i lavori domestici come responsabilità primarie delle donne, senza un adeguato aggiornamento rispetto ai progressi in altri settori.