Le primarie del centrosinistra e l’ipotesi di una candidatura di Renzi: Gori e Manfredi tra i nomi in gioco

15.08.2026 14:55
Le primarie del centrosinistra e l'ipotesi di una candidatura di Renzi: Gori e Manfredi tra i nomi in gioco

Mentre crescono le quotazioni di Giorgio Gori e Gaetano Manfredi, alcuni analisti suggeriscono che l’ex premier Matteo Renzi stia considerando l’idea di mettersi in gioco direttamente per la sua Casa Riformista, nonostante i suoi endorsement pubblici per Silvia Salis, riporta Attuale.

Durante il periodo di Ferragosto, molti parlamentari di Italia Viva hanno affermato di aver preso una pausa, ma Renzi sembra essere attivamente coinvolto in discussioni sui potenziali candidati per la leadership del centrosinistra. I nomi di Gori e Manfredi stanno emergendo come i più probabili, mentre l’interesse attorno a Silvia Salis sembra rallentare. Una recente proposta sul Foglio ha lanciato l’idea audace di una possibile candidatura di Renzi alle primarie di coalizione, un’ipotesi che, sebbene remota, non è da escludere, dato che all’interno del partito non ci sono smentite né conferme.

Gori e Manfredi nella rosa di Italia Viva

Secondo le discussioni interne a Italia Viva, riportate da Open, Giorgio Gori e Gaetano Manfredi sono i nomi più in auge. Nel frattempo, la possibile candidatura di Salis continua a essere supportata pubblicamente da Renzi, ma l’emergente idea di una sua candidatura ha suscitate curiosità. Nessuno nel partito si è esposto in modo chiaro, il che ha fatto pensare che l’ipotesi dal quotidiano romano potrebbe essere un modo per valutare le reazioni del pubblico.

Il paradosso Salis e la tentazione di Renzi

Nel frattempo, Renzi ha ripreso a parlare di Salis come “il nome più forte” per guidare la scommessa riformista, suggerendo che debba però continuare a lavorare. Tuttavia, l’eventuale candidatura della sindaca di Genova pone un paradosso, poiché potrebbe sottrarre consensi a Elly Schlein, raccogliendo voti da un elettorato progressista e civico che tende a orientarsi verso il Pd. Questo potrebbe compromettere la posizione di Schlein, creando un vantaggio per Giuseppe Conte.

Un coinvolgimento diretto di Renzi nel processo potrebbe mitigare questo conflitto. Già in preparazione per le Feste dell’Unità di quest’anno e per la Leopolda di ottobre, Renzi intende proporre una visione consolidata del progetto riformista, insistendo sulla necessità di un’area centrista organizzata per il successo dell’alleanza.

Da Ruffini a Onorato, movimenti al centro

Il centro politico è in fermento. Ernesto Maria Ruffini ha rilanciato l’iniziativa di Più Uno, fissando una data per il 10 ottobre e dichiarando: “Lanciamo il nostro progetto politico riunendo tutti i comitati. Serve un nuovo Ulivo.” Ruffini guarda a una coalizione ampia nel centrosinistra, ma non intende unirsi alle formazioni esistenti, inclusa quella guidata da Renzi.

Alessandro Onorato, assessore romano e fondatore di Progetto Civico Italia, ha sottolineato l’autonomia del suo movimento, rifiutando ogni possibile alleanza con Renzi e affermando che il loro obiettivo è creare “una nuova pagina politica”.

+Europa e le tensioni sull’asse con Renzi

All’interno di +Europa, la relazione con Renzi ha generato tensioni interne. L’elezione di Tommaso Rotell alla presidenza dell’assemblea ha spostato gli equilibri a favore di coloro che fanno riferimento a Benedetto Della Vedova e Matteo Hallissey. La divisione si è manifestata già a maggio con l’opposizione che ha ostacolato l’approvazione del bilancio consuntivo, ma è soprattutto sulla linea politica che si gioca la frattura.

Della Vedova sta proponendo un congresso straordinario per consigliare un’alleanza riformista con Italia Viva. Questa convergenza potrebbe permettere all’area liberal-centrista di avere un maggiore peso politico. Tuttavia, potrebbe anche aiutare a evitare la nuova legge elettorale, che prevede lo sbarramento al 3%, con una sorta di salvagente per le liste che superano la soglia all’interno delle coalizioni, favorendo così il partito di Renzi.

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