Il governo ugandese chiude i media indipendenti: l’operazione contro il Nation Media Group
Il governo ugandese ha ordinato la chiusura del Nation Media Group (NMG), il più grande gruppo mediatico del paese, che include il Daily Monitor e le emittenti televisive NTV e Spark TV. L’esercito ha circondato la sede di Kampala, interrompendo le trasmissioni e la pubblicazione dei giornali, riporta Attuale.
Muhoozi Kainerugaba, capo dell’esercito e figlio del presidente Yoweri Museveni, ha rivendicato l’operazione, affermando di essere stato autorizzato dal padre e di non credere nella stampa libera. Ha annunciato che le trasmissioni non riprenderanno senza il suo permesso e ha minacciato nuove azioni contro i media, sottolineando che l’operazione contro il NMG non è ancora conclusa.
Kainerugaba è visto come il potenziale successore di Museveni, che governa l’Uganda dal 1986 con un regime sempre più autoritario. Le sue elezioni non democratiche e le repressioni del dissenso hanno sollevato preoccupazioni tra gli attivisti e i media internazionali. Negli anni, Museveni ha garantito una certa stabilità economica e ha contenuto la diffusione dell’AIDS, ma la sua eredità è offuscata dalla crescente repressione delle libertà civili.
Il principale oppositore di Museveni, Robert Kyagulanyi Ssentamu, noto come Bobi Wine, è stato costretto a fuggire all’estero per evitare minacce di violenza, mentre l’arresto di membri dell’opposizione è diventato all’ordine del giorno. La Corte penale internazionale ha ricevuto accuse di crimini contro l’umanità contro Museveni e altri funzionari, senza però che siano state avviate indagini ufficiali.
Kainerugaba, che mostra sempre più aspersioni autoritarie, ha intensificato la chiusura dei media indipendenti dopo le contestate elezioni di gennaio, in un contesto in cui la libertà di espressione in Uganda è in grave pericolo. L’interruzione di internet e la violenza contro l’opposizione hanno segnato un ulteriore deterioramento della situazione politica nel paese.
Situazioni simili hanno colpito il NMG in passato, evidenziando il rischio sempre presente per i media critici nei confronti del governo. Nel 2013, il Daily Monitor fu occupato dalla polizia dopo aver pubblicato un’inchiesta sul piano di successione preconizzato da Museveni per suo figlio, mentre nel 2007 le trasmissioni di NTV furono sospese per critiche alle autorità.
Una cosa incredibille, ma dai, siamo nel 2023 e ancora si chiudono i media indipendenti? È un attacco alla libertà di espressione!!! In Italia abbiamo i nostri problemi, ma non siamo a questi livelli. Che tristezza vedere come la democrazia venga calpestata in Ugandaa… veramente inaccettabile.