Riapertura dello Stretto di Hormuz: le sfide per l’industria aerea
Nonostante la riapertura temporanea dello Stretto di Hormuz prevista dall’accordo sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ci vorranno mesi per ripristinare le scorte di cherosene, il carburante essenziale per gli aerei, riporta Attuale. Willie Walsh, direttore generale della IATA, ha sottolineato l’importanza della situazione, poiché il blocco dello Stretto, una delle principali vie marittime globali per il trasporto di energia, aveva sollevato preoccupazioni significative riguardo alla disponibilità di cherosene, un prodotto di grande produzione nei paesi del Golfo.
Il prezzo di questo carburante è quasi raddoppiato dall’inizio della guerra e la sua reperibilità è diventata problematica. Di conseguenza, molte compagnie aeree hanno iniziato a pianificare riduzioni dei voli, mentre alcuni aeroporti, specialmente nel sud-est asiatico e in Italia, hanno avviato il razionamento del combustibile per far fronte a potenziali carenze nei prossimi mesi. Walsh ha dichiarato che la riapertura dello Stretto di Hormuz non risolve la crisi immediata e che ci vorranno tempi tecnici estesi, «mesi», per ripristinare il commercio e riempire nuovamente i magazzini.
La situazione è simile per altri prodotti petroliferi e per il gas, poiché gli attacchi da parte dell’Iran hanno danneggiato gravemente la funzionalità degli impianti di estrazione e produzione. Come indicato da Walsh, anche il prezzo del cherosene continuerà a rimanere elevato a lungo termine, seguendo l’andamento per il petrolio greggio e il gas.