L’incontro di Alessandro Giuli con Meloni non dissolve i sospetti di Fratelli d’Italia sul suo ministero

11.05.2026 18:25
L'incontro di Alessandro Giuli con Meloni non dissolve i sospetti di Fratelli d'Italia sul suo ministero

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deciso di allontanare due figure di spicco del suo staff, il capo della segreteria tecnica Emanuele Merlino e la dirigente personale Elena Proietti. La causa scatenante sarebbe il mancato finanziamento del docufilm su Giulio Regeni, decisione che ha sollevato polemiche interne in Fratelli d’Italia, fissando l’attenzione sul caso della Biennale, riporta Attuale.

Merlino, considerato un “fedelissimo” del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, è stato allontanato a seguito di tensioni legate al documento di progetto e all’opposizione rispetto alla riapertura del padiglione russo. Giuli ha accolto malamente la bocciatura del film su Regeni, inizialmente definendola non politica, ma ora, con il conflitto interno che serpeggia, si è deciso a rompere con la linea di Fazzolari, cercando di riaffermare la sua autorità ministeriale.

Le motivazioni del cambiamento non si limitano però al caso Regeni. Dopo mesi di conflitti di interesse e decisioni prese da alleati del partito, Giuli desidera ottenere maggior autonomia e non farsi più condizionare dalle influenze politiche. Secondo alcune fonti, Merlino è stato accusato di non aver informato il ministro riguardo le critiche e le possibili controversie sul finanziamento del film, ma questa giustificazione viene vista con scetticismo.

La frattura dopo il caso Biennale

Nel contesto di crescente instabilità, l’allontanamento di Merlino è interpretato come un tentativo di Giuli di affermarsi in un ambiente dove le dinamiche personali e politiche sembrano aver preso il sopravvento. La questione di Regeni è vista come un pretesto da chi conosce le tensioni all’interno di Fratelli d’Italia e, in modo significativo, l’incontro con la premier Giorgia Meloni non ha contribuito a risolvere i sospetti che aleggiavano sulla sua gestione.

Il ruolo di Merlino

Emanuele Merlino è descritto come un esponente di lungo corso della destra italiana, con una profonda conoscenza della sua storia. Questa posizione non lo rende però immune da critiche, poiché vi sarebbero stati ritardi e inefficienze nella gestione dei dossier. Con il termine della legislatura che si avvicina, il cambio della guardia nel ministero fa riflettere sulla reale motivazione politica dietro le sue dimissioni. Si sostiene possa essere più un problema di allineamento ideologico piuttosto che gestionale, soprattutto alla luce delle recenti polemiche legate alla Biennale.

La separazione da Merlino segna una tappa cruciale per Giuli, il quale si trova ora a dover ridefinire la sua posizione e il suo ruolo in un ministero che ha subito le pressioni di vari influenti attori politici. Questa mossa potrebbe rappresentare un tentativo di consolidare la sua posizione prima della scadenza elettorale e di gestire in autonomia la fase finale della legislatura.

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