L’Italia investe 2,5 miliardi nella lotta contro il cancro, il 40% grazie all’Airc

01.10.2025 06:25
L'Italia investe 2,5 miliardi nella lotta contro il cancro, il 40% grazie all'Airc

Investimenti nella ricerca oncologica in Italia: quasi 2,5 miliardi di euro tra il 2016 e il 2023

La ricerca oncologica in Italia è sostenuta principalmente dal non profit. Tra il 2016 e il 2023, infatti, quasi 2,5 miliardi di euro sono stati stanziati per questo settore nel Paese, con oltre 973 milioni provenienti dall’Airc, la Fondazione per la ricerca sul cancro, che rappresenta quasi il 40% dei 1,17 miliardi finanziati dal settore non profit, confermandosi il principale sostenitore della ricerca in Italia, riporta Attuale.

Il ministero della Salute si posiziona come la seconda fonte principale di finanziamento, contribuendo con circa 635 milioni di euro (26%) in questo stesso arco temporale, di cui 602 milioni sono destinati alla ricerca corrente. L’Unione Europea ha fornito circa 505 milioni di euro (20%), di cui il 44% deriva dal Pnrr. Altre fonti includono il Mur con 120 milioni di euro (5%), l’Aifa con 15,5 milioni di euro (1%) e alcune Regioni, come Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, con un cofinanziamento di 20,5 milioni di euro (1%). Il ministro Salute Orazio Schillaci ha evidenziato l’importanza dei 20 mila volontari e dell’alto numero di italiani che destinano all’Airc il proprio 5 per mille, ricordando come, dal 1965 a oggi, Airc abbia finanziato circa 2,5 miliardi di euro per ricerca.

Schillaci ha dichiarato che “ogni anno in Italia oltre 390.000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore”, sottolineando la necessità di un aumento nella risposta con ricerca, innovazione e cure personalizzate, oltre a prevenzione e informazione. Secondo i dati del ‘Global Burden of Disease Study’ pubblicato su The Lancet, è previsto un significativo incremento dei casi di cancro, da 18,5 a oltre 30 milioni entro il 2050, rappresentando un aumento del 61%.

La lotta contro il cancro deve essere affrontata non solo come una questione di risorse, ma di strategia. Schillaci ha esortato a “integrare meglio i diversi flussi di risorse, promuovere una programmazione più strategica e rafforzare le reti collaborative”. In questo contesto, l’Airc si configura come un modello per le politiche pubbliche. Anna Mondino, direttrice scientifica della Fondazione, ha affermato: “Con circa 600 revisori internazionali, abbiamo un sistema meritocratico e trasparente per valutare le idee innovative”. Daniele Finocchiaro, consigliere delegato di Fondazione Airc, ha aggiunto l’importanza di definire priorità chiare affinché le risorse non siano disperse in troppe direzioni.

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