I lavoratori dei media pubblici cechi minacciano sciopero contro la riforma del finanziamento
I lavoratori della radio e della televisione statale in Cechia hanno annunciato la possibilità di uno sciopero in segno di protesta contro una riforma proposta dal governo di destra populista di Andrej Babis, che mira a modificare il sistema di finanziamento dei media pubblici. Secondo i sindacati, questa riforma aumenterebbe l’influenza del governo e il controllo sui mezzi di informazione, riporta Attuale.
Attualmente, i media pubblici in Cechia si finanziano tramite un canone mensile di circa 8 euro pagato dalla popolazione. La proposta del governo prevede di eliminare il canone e sostituirlo con finanziamenti pubblici, il che comporterebbe una dipendenza diretta dalle decisioni del governo e del Parlamento. Le stime indicano che nel 2027 i media potrebbero ricevere 55 milioni di euro in meno, con la televisione che perderebbe un terzo dei suoi fondi rispetto al 2026 e la radio statale circa un quinto, lasciando entrambe le istituzioni a rischio di dover licenziare parte del personale.
Andrej Babis è al potere come primo ministro della Cechia da dicembre 2025 e viene spesso paragonato a figure come Donald Trump e Silvio Berlusconi per la sua retorica populista. Rispetto al suo primo mandato (2017-2021), ha spostato notevolmente le sue posizioni verso destra, intensificando le critiche all’Unione Europea. Esperti e osservatori avvertono che la riforma del sistema di finanziamento potrebbe portare la Cechia a una situazione simile a quella dell’Ungheria e della Slovacchia, dove i governi hanno progressivamente aumentato il loro controllo sui media a discapito della libertà di stampa.
La riforma, promessa da Babis durante la campagna elettorale, deve ancora essere discussa e approvata dal Parlamento. Il governo sostiene che la riforma non comprometterà l’indipendenza della radio e televisione pubbliche, affermando che resteranno libere da influenze politiche.
Contro la proposta si è espresso il presidente ceco Petr Pavel, noto per le sue posizioni filo-europeiste, sottolineando che i media statali non devono essere subordinati ai desideri del governo. Critiche sono arrivate anche dai partiti di opposizione e migliaia di studenti universitari hanno manifestato a Praga per esprimere il loro dissenso.
Negli ultimi mesi, il governo ha già preso provvedimenti che influenzano i media. Il ministro degli Esteri Petr Macinka ha ridotto i fondi per Radio Prague International, una radio pubblica che trasmette in inglese, costringendo la stazione a ridurre il proprio personale di un quarto. Si prevede che i fondi per questa radio vengano completamente cancellati l’anno prossimo.