Riforma elettorale in Italia: il centrodestra affronta il rifiuto del campo largo
Il tentativo del centrodestra di avviare una riforma elettorale incontra una netta opposizione. I capigruppo del centrodestra hanno invitato il campo largo, inclusa Italia viva, a discutere, ma la risposta è stata un rifiuto deciso. La premier Giorgia Meloni sperava di attirare i suoi avversari sul tema della governabilità, accusandoli di “tifare per il pareggio”, ma i leader del centrosinistra sono sicuri di poter prevalere sia con l’attuale Rosatellum che con il nuovo schema proposto dalla destra. Questa sicurezza ha determinato un netto no: “Proposta surreale”, “abboccamento poco convincente”, e “si discuta in commissione”, sono state alcune delle reazioni. L’unico segnale di apertura proviene da Azione, che oggi incontrerà la maggioranza per esprimere formalmente la sua opposizione a una legge che, secondo loro, “finisce per blindare il bipolarismo”, riporta Attuale.
Tuttavia, la premier Meloni ha deciso di procedere. Il dialogo non è stato interrotto, come confermato da Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, durante un intervento a Porta a Porta: “Siamo pronti a parlare di tutto, basta che non si voglia fare una legge in cui chi perde va al governo lo stesso con gli accordi di palazzo”. La proposta in discussione prevede un premio di maggioranza che assegna 70 seggi in più alla Camera e 35 al Senato a chi supera il 40% dei voti, potenzialmente consentendo alla vittoria di superare il 60% dei seggi.
Con o senza il supporto della minoranza, Meloni è consapevole che la bozza della legge necessiterà di modifiche per evitare la bocciatura da parte della Consulta e per garantire il consenso all’interno della sua coalizione. Un punto cruciale da affrontare è il bonus di governabilità; Donzelli ha proposto, in commissione Affari costituzionali, di stabilire due soglie diverse, riducendo il premio alla Camera e mantenendolo invariato al Senato. I tecnici stanno anche considerando come gestire situazioni in cui i vincitori nei due rami del Parlamento dovessero essere diversi, valutando una clausola di salvaguardia per un riparto proporzionale.
Massimo Villone, costituzionalista, ha sottolineato che lo Stabilicum favorisce notevolmente Fratelli d’Italia a discapito della Lega e in misura minore di Forza Italia. Quest’ultima, in particolare, sta difendendo il sistema del listone bloccato per il premio di maggioranza, che consente ai partiti minori di negoziare candidature, bilanciando così il loro peso elettorale. D’altro canto, Forza Italia intende smontare questo meccanismo per assegnare il premio attingendo direttamente dai listini proporzionali e per recuperare i migliori candidati nelle circoscrizioni. Alcuni vedono dietro le obiezioni di Forza Italia un tentativo di guadagnare tempo, con l’obiettivo di andare a votare con il Rosatellum, confidando in un possibile stallo elettorale.
Antonio Tajani, di Forza Italia, ha negato le insinuazioni di “pareggismo”, affermando: “Smentisco qualsiasi ipotesi che si possa pensare a pareggi: o si vince o si perde”. Per contrastare le voci riguardanti possibili alleanze con il centrosinistra, è intervenuta anche Marina Berlusconi, dichiarando di non essere coinvolta in manovre per ridefinire alleanze.