Tragico omicidio a Loreto: una madre di 33 anni uccisa dal compagno
Una lite degenerata in tragedia ha portato alla morte di Luigia Fortunato, 33 anni, originaria di Cerignola e residente a Loreto, giovedì sera, quando è stata uccisa a coltellate nel proprio appartamento. In carcere è finito il convivente, Sami Khemaies, tunisino di 39 anni, che si è presentato dai carabinieri dopo aver commesso l’omicidio. Nonostante la separazione, i due continuavano a vivere nella stessa casa. L’uomo, assistito da un avvocato d’ufficio, ha subito ammesso le sue responsabilità, riporta Attuale.
Khemaies è accusato di omicidio volontario pluriaggravato. Il delitto sarebbe scaturito da una discussione relativa al figlio della coppia, apparentemente legata al centro estivo. L’uomo ha tentato di giustificarsi affermando di essere stato provocato dalla donna, la quale avrebbe sollevato questioni economiche e minacciato di impedirgli di vedere il figlio. La vita di Khemaies è caratterizzata da un passato difficile: pregiudicato e con precedenti per droga, viveva in condizioni precarie accanto alla compagna, cercando di fornire una vita normale al bambino.
Non risulta che Khemaies fosse stato precedentemente denunciato per maltrattamenti o violenza domestica. Non erano arrivate richieste di aiuto all’Arma e non c’erano segnali di allerta. Gli inquirenti non ritengono che questo caso possa rientrare sotto la nuova normativa sul femminicidio. Era proprio Khemaies a portare regolarmente il figlio al centro estivo, creando un’apparente normalità. Pochi minuti prima della tragedia, il bambino era in casa, ma è stato allontanato dalla nonna materna dopo aver notato l’alterco tra i genitori.
Khemaies si trova attualmente nel carcere di Montacuto, ad Ancona, e martedì è prevista l’autopsia. Savino Fortunato, il fratello della vittima, è distrutto dalla notizia: “Mia sorella era bellissima. Non meritava tutto questo. Ero a Milano per lavoro quando mia madre mi ha chiamato dicendo ‘è morta, torna a casa’. Non riuscivo a crederci. La cosa più dura è stata comunicarlo a mio padre”. Anche la madre, Luisa, si dice incapace di uscire di casa, mentre il compagno della vittima esprime incredulità: “Avevano avuto un litigio come tanti, una sciocchezza”.
Silvia Santini