Stallo nella Riforma sulla Violenza Sessuale al Senato
Il cammino della riforma sulla violenza sessuale si trova in una fase di profondo stallo a Palazzo Madama. Nonostante il testo base, nato da un’iniziativa della deputata Laura Boldrini (Pd), fosse stato approvato alla Camera alla fine del 2025 con un raro accordo bipartisan, l’iter è in stallo all’interno della 2ª Commissione Giustizia del Senato. Il provvedimento è attualmente fermo dopo che la relatrice e presidente di Commissione, Giulia Bongiorno (Lega), ha promosso una riscrittura che sostituisce il “modello del consenso” (punire chi agisce senza un sì libero e attuale) con il “modello del dissenso” basato sulla nozione di atti compiuti “contro la volontà”. Questo stravolgimento dell’impianto originale ha innescato una durissima reazione delle opposizioni, bloccando i lavori in un muro contro muro che rischia di far naufragare la legge, riporta Attuale.
Sul tema è intervenuta duramente la senatrice del PD Valeria Valente, componente della Commissione Bicamerale Femminicidio, che ha riportato con forza il focus sulla necessità impellente di approvare il testo originario senza alcun arretramento culturale. “Aspettiamo di leggere le motivazioni, ma la sentenza è destinata a fare scuola. Siamo vicine alla ex assistente di volo che ha voluto giustizia fino in fondo e, andando oltre due gradi di giudizio, ha resistito e lottato per 8 lunghi anni, scontrandosi contro pregiudizi e stereotipi. Questa storia, che per fortuna si conclude con un atto di giustizia, conferma che nel nostro ordinamento è necessaria una legge sul consenso, che stabilisca una volta per tutti che senza un sì è violenza,” ha dichiarato la senatrice dem. “La ringraziamo, perché questa sentenza segna uno spartiacque – ha concluso Valente – e crediamo sarà utile a tante donne nella medesima situazione e più in generale nella battaglia sul consenso. Misurare i tempi di reazione di una donna a una violenza non è tollerabile. E non è giusto chiedere a tutte coloro che denunciano, per ottenere giustizia, uno sforzo come quello sostenuto dalla protagonista di questa vicenda, lo Stato deve rispettare le donne. Per questo vogliamo una legge che sancisca che senza un sì è violenza sessuale. Punto e basta”.
Con la maggioranza decisa a difendere il nuovo testo incentrato sulla “volontà contraria” e il centrosinistra arroccato a difesa del principio del consenso esplicito, il tavolo del comitato ristretto in Senato resta bloccato.
Antonio Petrucci