Lo scenario globale: le minacce di Putin all’Europa oltre l’Ucraina

19.07.2025 07:05
Lo scenario globale: le minacce di Putin all'Europa oltre l'Ucraina

La situazione in Europa: l’ombra russa e le sfide future

La guerra in Ucraina continua a suscitare dibattiti nelle cancellerie globali, ma nessun passo concreto verso la pace sembra essere all’orizzonte. Le discussioni europee, evidenziate nel recente intervento di Ursula von der Leyen, sembrano non portare a soluzioni tangibili. È in questo contesto che la Fondazione Med’Or, sotto la presidenza di Marco Minniti, gioca un ruolo cruciale nel promuovere il dialogo tra le nazioni del Mediterraneo, con Andrea Manciulli impegnato nelle relazioni esterne. Riporta Attuale.

Come stiamo affrontando la situazione attuale?

“La questione ucraina ha riproposto il dibattito sull’uso della forza in ambito strategico. Non siamo stati noi a scegliere questa strada, ma Putin. Tuttavia, il risultato resta invariato: è imperativo confrontarsi con questa realtà”.

Qual è la posizione dell’Europa in questo contesto?

“L’Europa ha un ruolo multifunzionale in questo scenario. Possiede potenzialità ben superiori agli altri attori, il che la rende una possibile forza geopolitica. Ed è proprio per questo che il leader russo ha lanciato un attacco non solo all’Ucraina, ma a tutto il continente europeo”.

Può realmente affermare che l’intera Europa stia subendo un attacco?

“Non si tratta di una semplice opinione. È un’osservazione diretta. Chi ignora questa realtà sembra vivere in un’altra dimensione o, per vari motivi, decide di chiudere gli occhi”.

Quali fattori contribuiscono a questa percezione?

“Ci sono attacchi informatici contro i paesi baltici, ingerenze in Transnistria e Moldavia, un atteggiamento provocatorio verso la Polonia, e interferenze in Romania. Inoltre, si sta sviluppando un’ideologia sovranista che intreccia religione ortodossa e lingua slava, influenzando tutti i paesi ex Patto di Varsavia. Si sono inoltre formate forze mercenarie che pongono in atto golpe in Africa e traffico di droga e armi, cercando di garantire alla Russia il controllo sulle leve di destabilizzazione dell’Europa, soprattutto attraverso la gestione dell’immigrazione irregolare. Il controllo dell’Artico si configura come una via strategica di comunicazione per un futuro imminente”.

La Fondazione Med’Or è particolarmente attiva in Africa.

“L’Africa rappresenta un nodale punto di snodo per molte delle sfide future. Le risorse energetiche, i flussi migratori clandestini e il terrorismo sono solo alcune delle questioni da tenere in considerazione. Se saremo presenti in questo contesto, avremo la possibilità di gestire tali fenomeni; in caso contrario, saranno altri a farlo a nostro svantaggio”.

Un panorama preoccupante. È sicuro che il governo ne sia consapevole?

“Non spetta a me giudicarlo, anche se notiamo che alcuni membri del governo mostrano un’atteggiamento propenso all’analisi e alla ricerca di informazioni. Ciò suggerisce che alcune questioni stanno cominciando a delinearsi. Anche il presidente Mattarella ha fatto dichiarazioni significative su questi temi. Tuttavia, non sono certo che l’intera politica italiana abbia compreso appieno il cambiamento del panorama globale”.

Negli ultimi tempi, quando si è parlato di un esercito europeo, alcune forze politiche hanno sostenuto che non fosse necessario potenziare le difese nazionali, ma solo quelle europee.

“Questa idea potrebbe avere un senso se esistesse un’entità europea in grado di mobilitare questa forza di difesa immediatamente. Sfortunatamente, ciò non accade ancora. La minaccia è già presente. Non possiamo permetterci di aspettare: è essenziale rinforzare le difese nazionali senza indugi, coordinandoci con le altre nazioni europee, almeno con quelle più influenti”.

Cosa significa, oggi, difesa?

“Coincide con la sicurezza informatica, che è costantemente minacciata da attacchi hacker. Pensiamo all’importanza della sfida strategica nello spazio. La difesa implica la protezione dai terroristi da parte dei servizi di sicurezza, oltre alla lotta contro lo spionaggio industriale, che mette in pericolo l’autonomia e il futuro delle nostre aziende, impattando lavoratori, bilanci e rendimenti per gli azionisti. Questi aspetti hanno ricadute immediate e rilevanti sui cittadini. È cruciale agire ora, non fra qualche anno”.

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