Il Consiglio dell’Unione Europea approva l’accordo commerciale con gli Stati Uniti
Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato definitivamente l’accordo commerciale con gli Stati Uniti, annunciato dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e dal presidente statunitense Donald Trump il 27 luglio 2025, riporta Attuale.
L’accordo, che ha già ricevuto il via libera dalla scorsa settimana dal Parlamento Europeo, entrerà in vigore al momento della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, prevista nei prossimi giorni, e avrà una durata fino alla fine del 2029.
Le condizioni dell’accordo risultano molto squilibrate a favore degli Stati Uniti, rappresentando una significativa vittoria per Trump. In particolare, l’Unione Europea si è impegnata ad eliminare i dazi sui beni industriali statunitensi e a ridurre quelli su alcuni prodotti ittici e agricoli. In cambio, gli Stati Uniti applicheranno dazi del 15% su gran parte delle importazioni europee, anche se Trump ha concordato di non aumentare ulteriormente tali dazi.
Questa asimmetria ha sollevato critiche da parte di alcuni governi e di parte dei gruppi politici che sostengono la Commissione al Parlamento Europeo, in particolare dai Socialisti e Democratici e dai liberali di Renew. A gennaio, il Parlamento aveva intenzionalmente rinviato la discussione dell’accordo come reazione alle minacce di Trump riguardo l’annessione della Groenlandia. Successivamente, a marzo, è stata richiesta una revisione delle condizioni, mirando a ottenere ulteriori garanzie per l’Unione Europea.
Le lunghe trattative hanno ritardato l’approvazione finale dell’accordo, suscitando irritazione in Trump, che aveva ammonito riguardo ulteriori dazi sulle auto importate dall’Unione Europea qualora l’accordo non fosse stato ratificato entro il 4 luglio. Queste minacce hanno spinto alcuni dei governi dei principali paesi membri, in particolare la Germania, a sollecitare un’approvazione rapida, mantenendo il testo del’accordo molto vicino alla versione originale e scartando molte delle modifiche richieste dal Parlamento.