Magi di +Europa propone voto segreto con palline per legge elettorale, contro il Melonellum

07.10.2026 19:15
Magi di +Europa propone voto segreto con palline per legge elettorale, contro il Melonellum

Il leader di +Europa, Riccardo Magi, in sciopero della fame da otto giorni contro la riforma elettorale, solleverà la questione del voto segreto domani alla Camera, evidenziando che il sistema elettronico attuale non garantisce l’anonimato del voto dei deputati, con i controllori della maggioranza attivamente coinvolti. Tuttavia, un precedente del 2011 potrebbe risultare sfavorevole per la proposta, riporta Attuale.

La nuova battaglia sulle pulsantiere

Magi non contesta il diritto allo scrutinio segreto, ma il metodo di attuazione di questo diritto. Presso Montecitorio, il voto segreto avviene tramite un dispositivo elettronico in cui ogni deputato preme un tasto sulla pulsantiera. Tuttavia, la possibilità di rendere riconoscibile il gesto, come ad esempio tramite un dito specifico, è al centro di polemiche riguardo alla potenziale supervisione da parte dei gruppi parlamentari, i “controllori” della maggioranza, pronti a vigilare su possibili defezioni.

Alla vigilia delle prime votazioni segrete sulla legge elettorale, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha annunciato una «massima vigilanza» e avvertito che una bocciatura della riforma avrà conseguenze «serie e importanti». Anche Giorgia Meloni ha sollevato la possibilità di elezioni anticipate in caso di incidenti parlamentari.

Le “vedette” del centrodestra

Il dibattito ha oltrepassato gli avvertimenti, sostengono da +Europa. Il primo ottobre, durante il voto segreto sulle questioni di costituzionalità della riforma, Lorenzo Fontana ha dovuto richiamare ripetutamente i deputati a rimanere seduti, mentre dall’opposizione sono partiti richiami e proteste nei confronti della maggioranza. Le tensioni circa la possibilità di “sorvegliare” i franchi tiratori non sono nuove: già a luglio, durante il primo passaggio della legge elettorale, è emerso il caso delle “vedette”, i membri del gruppo di Fratelli d’Italia che osservavano i deputati dalla tribuna.

Cosa prevede il Regolamento

Riccardo Magi cerca quindi di aprire un nuovo fronte sul Regolamento che ancora riflette il vecchio sistema di voto. L’articolo 49 stabilisce che il voto può avvenire tramite palline bianche o nere, mentre l’articolo 55 indica che il sistema elettronico è da considerarsi normale, utilizzabile solo in caso di malfunzionamento. La disputa si concentra proprio sul significato di “difetto”. Per +Europa, ci si domanda se un dispositivo che può rendere il voto riconoscibile possa garantire un scrutinio veramente segreto.

Come funzionerebbe il voto con le palline

Il meccanismo delle palline è semplice e ingegnoso. Ogni deputato riceve una pallina bianca e una nera, da depositare in due urne di colore corrispondente. Un voto favorevole richiede di mettere la pallina bianca nell’urna bianca e la nera in quella nera, mentre un voto contrario richiede di incrociare i colori. Questo sistema, che impedisce di identificare il voto specifico di un deputato, è ancora utilizzato in alcune votazioni segrete nelle commissioni.

Il precedente Fini-Cicchitto

Un precedente rilevante risale al 2011, quando il Pdl denunciò problemi simili post voto sull’arresto del deputato Alfonso Papa, quando alcuni parlamentari del Pd avrebbero reso riconoscibile il proprio voto. Fabrizio Cicchitto, capogruppo all’epoca, chiese il ritorno al sistema delle palline bianche e nere. Tuttavia, il presidente della Camera di allora, Gianfranco Fini, si oppose, citando le regole che permettevano le palline solo in caso di guasto tecnico del sistema elettronico.

Cosa accadrà domani

Magi si prepara a sollevare la questione prima dell’apertura della votazione, in modo che una volta iniziato il voto non sarà possibile intervenire. Sebbene la situazione appaia complessa, +Europa è determinata a costringere la Presidenza a prendere una posizione pubblica su questo tema.

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