Omicidio di Nuno Loureiro: Focus sulle Origini del Killer e sulle Sue Motivazioni
Manuel Neves Valente ha agito come un killer esperto e meticoloso. Tuttavia, la sua storia si è conclusa tragicamente con un colpo di pistola alla testa, secondo le autorità. Questo ha sollevato molte domande, la più pressante delle quali rimane: perché ha assassinato due studenti della Brown University e lo scienziato del MIT, Nuno Loureiro, a Brookline, riporta Attuale.
Valente, inizialmente con una carriera promettente, ha trascorso la sua giovinezza a Torres Naves, portogallo, dove ha ottenuto ottimi risultati scolastici. È stato selezionato, insieme ad altri, per un test nazionale e ha partecipato a una competizione in Australia. La sua vita si è incrociata con quella di Loureiro all’Instituto Superior Tecnico di Lisbona, dove entrambi studiavano fisica all’inizio degli anni ’90, periodo in cui è probabile che si siano conosciuti.
Dopo essersi trasferito negli Stati Uniti nel 2000 con un visto “studentesco”, Valente si è iscritto alla Brown University fino al 2001. Successivamente ha interrotto gli studi, ma durante questo tempo ha frequentato le aule Barus e Holley, gli stessi luoghi dove si è verificato l’attacco. Questa iscrizione rappresenta il primo contatto tra l’assassino e la sua vittima, anche se non basta a spiegare il suo gesto estremo.
Dopo aver lasciato la Brown, Valente è tornato in Portogallo ma ha mantenuto un legame con gli Stati Uniti, ottenendo una Green Card nel 2017 tramite la lotteria, un sistema che seleziona i candidati per la residenza. Nel frattempo, Loureiro, dopo un periodo come ricercatore, è entrato al MIT nel 2016, dove ha scalato rapidamente i ranghi fino a diventare direttore di un dipartimento nel 2024. Mentre Loureiro stabiliva una carriera di successo nei sobborghi di Boston, Valente si trasferiva in Florida, dove risiedeva in una villetta color pastello a Miami-Dade, non sua di proprietà. Il 26 novembre, Valente ha preso un volo verso Boston, dando inizio alla prima fase della sua missione.
Il 1° dicembre, ha noleggiato un’auto, lasciando così delle tracce vitali per la sua identificazione. Il 13 dicembre ha attuato il suo piano eseguendo un sopralluogo alla Brown University, prima di attaccare sparando dozzine di colpi contro gli studenti. Con calma, ha fatto ritorno, utilizzando misure precauzionali come targhe doppie e altri accorgimenti per evitare di essere riconosciuto, segni di una pianificazione meticolosa di un raid che purtroppo era solo all’inizio.
La sera del 15 dicembre, ha ucciso Loureiro nella sua abitazione a Brookline, a circa 50 miglia da Providence, e ha continuato la sua fuga fino al suicidio avvenuto tre giorni dopo in un deposito a Salem. Il compito degli investigatori ora è scoprire il movente dietro le azioni di Valente, che ha avuto legami con Loureiro e una storia accademica simile, ma ha intrapreso un cammino oscuro. Elementi come rancore o problemi personali potrebbero essere all’origine della sua violenza. Non stiamo parlando di un giovane con le asperità della vita, ma di un uomo di 48 anni che ha scelto la violenza per uscire dall’anonimato, colpendo a caso nei corridoi dell’istituto mentre mirava specificamente a Loureiro.