Manuela Dviri: «Ho perso un figlio in Libano, ora dobbiamo andarcene»

02.06.2026 15:55
Manuela Dviri: «Ho perso un figlio in Libano, ora dobbiamo andarcene»

Controverso dibattito sulla guerra in Libano riemerge da una telefonata a sorpresa

La scrittrice italo-israeliana Manuela Dviri ha rivelato una conversazione inquietante avvenuta domenica, quando ha ricevuto una telefonata da un misterioso cittadino di nome Meir, che le ha posto la domanda provocatoria: «Non ti penti?» in merito alla sua attivismo nel 1998, quando perse un figlio soldato in Libano e si unì al Movimento delle 4 Madri per chiedere il ritiro dell’esercito israeliano dal paese. Dviri ha reagito con fermezza, rispondendo: «Certo che non ho rimorsi — ma chi sei tu per chiedermelo?». Poche ore dopo, ha scoperto di essere stata registrata a sua insaputa e trasmessa su Channel 14, un’emittente legata al governo di Netanyahu, riporta Attuale.

Il dibattito attuale in Israele è acceso, con rappresentanti della destra che sostengono che la presenza di Hezbollah dimostri che il ritiro del 2000 sia stato un errore. «Dicono che se non ci fossero state le 4 Madri, saremmo rimasti in Libano e non ci saremmo dovuti tornare. Una follia! È quindi colpa nostra se oggi muoiono soldati israeliani?», afferma Dviri, sottolineando come il ritiro, avvenuto per volontà divina per lei, fosse comunque la decisione giusta. Inoltre, prende atto che il conflitto non si limita solo al Libano, definendo le guerre recenti come frutto di tensioni irrisolte nella regione.

Rispondendo a una domanda su come l’ignoranza nel dibattito politico possa influenzare la percezione del conflitto, Dviri mette in discussione la comprensione di molti italiani riguardo la situazione israelo-palestinese. «Molti ignorano la differenza tra i palestinesi che vivono in Israele e quelli a Gaza, eppure manifestano e protestano», osserva, mettendo in evidenza una dispersione informativa preoccupante.

Il futuro sembra incerto, con esperti che si interrogano sulla possibilità di un accordo con il Libano, visto come paese simile a Israele in epoche passate, rispetto a un approccio militare. Dviri propone un dialogo come soluzione a lungo termine, comparando questa situazione ai precedenti accordi con Giordania, Egitto ed Emirati, che hanno portato a risultati positivi.

In un contesto più ampio, per quanto riguarda le operazioni delle forze di pace italiane nel Mediterraneo, Dviri esprime la propria ambivalenza, affermando: «Non so dirlo. Di sicuro, l’Onu ha fallito». La situazione continua a sconvolgere gli animi, suscitando domande cruciali sulla pace e la stabilità nella regione.

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