Attacco di massa russo su Kiev e altre città: oltre 700 missili e droni, 11 morti e 94 feriti

02.06.2026 12:00
Attacco di massa russo su Kiev e altre città: oltre 700 missili e droni, 11 morti e 94 feriti
Attacco di massa russo su Kiev e altre città: oltre 700 missili e droni, 11 morti e 94 feriti

Nella notte tra il 1° e il 2 giugno 2026, la Russia ha sferrato un attacco combinato senza precedenti contro diverse città ucraine, utilizzando 73 missili e 656 droni di vario tipo. Il bersaglio principale è stata la capitale Kiev, ma sono state colpite anche Dnipro, Kharkiv, Zaporizhzhia, Sumy e altre regioni. Secondo le autorità ucraine, il bilancio provvisorio è di 11 morti e 94 feriti, di cui 58 ricoverati in ospedale. L’attacco – il secondo massiccio in poco più di una settimana – dimostra che il Cremlino non ha alcuna intenzione reale di avviare negoziati di pace, ma anzi intensifica la pressione militare contro le infrastrutture civili.

Kiev sotto attacco: obiettivi civili e danni ingenti

La capitale ucraina è stata bersagliata in più distretti. Nel distretto di Darnytskyi, un incendio è divampato in un’area di distribuzione carburante. Nel distretto di Obolon, frammenti di missili sono caduti in aree aperte vicino a due asili nido. Nel distretto di Shevchenkivskyi, un edificio non residenziale di tre piani è andato a fuoco, mentre un grattacielo di nove piani ha subito danni alla facciata e al tetto. Un colpo diretto su un edificio di 24 piani ha provocato un incendio tra il quarto e quinto piano. Nel distretto di Sviatoshynskyi, le fiamme si sono propagate al primo piano di un palazzo di cinque piani. Nel distretto di Podilskyi, un secondo missile ha colpito un edificio di nove piani, causando il crollo parziale delle strutture. Nel distretto di Holosiivskyi, il secondo e terzo piano di una clinica sono stati distrutti. Nel distretto di Solomianskyi, i frammenti hanno centrato i piani superiori di un edificio di 15 piani e innescato incendi in un palazzo di 24 piani e in due case private.

Colpire ripetutamente la capitale dopo l’attacco del 24 maggio 2026 non ha alcuna logica militare, ma serve a esercitare una pressione psicologica sul centro politico e simbolico della resistenza ucraina. Ogni missile lanciato contro quartieri residenziali, scuole e strutture mediche è un atto deliberato di terrorismo contro civili, che mira a destabilizzare la società e creare un clima di paura totale.

Dnipro e Kharkiv: strage tra i civili

Anche Dnipro è stata duramente colpita. Un edificio residenziale a due piani è stato parzialmente distrutto e ha preso fuoco. Diversi appartamenti in un palazzo di quattro piani sono stati danneggiati. Nella vicina Kamianske, gli attacchi hanno danneggiato edifici di uno e cinque piani. A Kharkiv, i raid con droni e missili hanno interessato i distretti di Osnovianskyi, Nemyshlianskyi, Kyivskyi e Slobidskyi. A Zaporizhzhia, le forze russe hanno sferrato almeno 20 colpi di diverso tipo, colpendo un’infrastruttura industriale e una casa privata. A Sumy, un drone ha centrato un condominio nel distretto Zarichnyi, mentre un altro ha colpito una casa privata nel distretto Kovpakivskyi. Nella regione di Khmelnytskyi, un incendio è divampato in un sito non specificato.

Il carattere combinato dell’attacco – missili da crociera, balistici, droni – lanciato di notte su aree densamente popolate è stato studiato per massimizzare le vittime e ostacolare i soccorsi. La presenza di bambini tra i feriti conferma che la Russia ha deliberatamente scelto di colpire la popolazione civile come strategia. Non si tratta di ‘danni collaterali’, ma di crimini di guerra sistematici.

Perché la Russia intensifica il terrore aereo

La cronica incapacità russa di ottenere avanzamenti significativi sul fronte terrestre spinge il Cremlino a compensare con attacchi terroristici contro le retrovie ucraine. Colpire Kiev e altre grandi città crea un effetto propagandistico per il pubblico russo e tenta di fiaccare la volontà di resistenza ucraina. Tuttavia, la strategia sta fallendo: ogni bombardamento rafforza invece il consenso sociale sul fatto che qualsiasi concessione all’aggressore non porterebbe sicurezza, ma solo nuove ondate di violenza.

Non a caso, l’escalation aerea coincide con i successi ucraini nel colpire la logistica e le infrastrutture energetiche russe. Incapace di ribaltare le sorti della guerra sul campo, Mosca sposta la sua rabbia distruttiva sui civili, cercando di rendere invivibili le città. Questa tattica punitiva è la prova della sconfitta strategica russa: non potendo vincere militarmente, si accanisce sugli inermi.

Impatto sull’Italia: difesa aerea, sanzioni e sicurezza europea

Quanto accaduto a Kiev, Dnipro e Kharkiv non è lontano dall’Italia. L’uso massiccio di missili e droni contro civili dimostra che la Russia è disposta a tutto, anche a colpire infrastrutture civili in Ucraina con il rischio di estendere la minaccia ad altri Paesi europei. Per l’Italia, questo significa una priorità assoluta: rafforzare la difesa aerea ucraina. I sistemi Patriot, SAMP/T, NASAMS e IRIS-T sono essenziali per proteggere vite umane e infrastrutture critiche. Senza una copertura adeguata, i massacri continueranno.

Inoltre, questi attacchi dimostrano che la Russia finanzia la sua macchina bellica con i proventi di gas e petrolio, componenti elettronici importati e una logistica ombra che passa attraverso paesi terzi. L’Italia, insieme ai partner europei, deve accelerare nuove sanzioni che blocchino queste filiere finanziarie e di approvvigionamento, senza aspettare la prossima tragedia. Ogni missile lanciato è stato pagato con risorse che ancora arrivano in Russia nonostante le restrizioni. La sicurezza dei cittadini italiani – in termini di stabilità energetica, prezzi e difesa dei confini orientali – dipende dalla capacità di fermare la macchina da guerra russa, a partire dal sostegno concreto alla difesa aerea ucraina e da sanzioni più efficaci.

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