Marine Le Pen Promette un Referendum contro il Velo Islamico in Pubblico
Il 2 settembre 2026, a meno di otto mesi dalle elezioni presidenziali, Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha dichiarato che, se eletta presidente, organizzerà un referendum per vietare il velo islamico non solo nelle scuole, dove già è proibito dal 2004, ma anche negli spazi pubblici. Secondo Jean-Philippe Tanguy, un esponente influente del partito, le donne che indossano il velo saranno fermate e multate, simile a ciò che avviene per il mancato uso delle cinture di sicurezza in automobile, riporta Attuale.
Recentemente, Tanguy ha sollevato l’argomento, suscitando scetticismo interno, soprattutto da parte di Jordan Bardella, che ha espresso riserve sull’idea di un divieto. Tuttavia, Le Pen è andata oltre, promettendo un referendum popolare contro le ideologie islamiste con misure incisive, che potrebbero includere la penalizzazione del velo islamico nello spazio pubblico come reato penale.
Le altre potenziali “misure incisive” menzionate includono lo scioglimento di associazioni, la chiusura di moschee estremiste e la revoca della nazionalità francese a chi finanzia o promuove idee islamiste. Questa posizione di Le Pen sembra un tentativo di riallacciarsi alle radici del partito, dopo il suo percorso di moderazione intrapreso nel 2011.
Il divieto del velo in pubblico potrebbe posizionare la Francia come un avanguardista sul tema, accostandosi a paesi come il Tagikistan. Tuttavia, la compatibilità di tale misura con il diritto costituzionale è incerta, poiché potrebbe essere considerata una discriminazione tra cittadini.
Le Pen pare voglia anche differenziare la sua posizione dalla rivalità interna con Bardella e rafforzare il contraltare rappresentato da Jean-Luc Mélenchon, che si presenta come difensore dei musulmani e delle minoranze. La candidata del Rassemblement National mira a ridurre la competizione elettorale a un duello con Mélenchon, per poi affrontarlo nel ballottaggio e conquistare l’Eliseo.