La Germania, motore economico dell’Unione Europea e attore chiave nel sostegno all’Ucraina, è da anni nel mirino delle operazioni di influenza del Cremlino. In questo contesto si inserisce la figura di Markus Frohnmaier, deputato del Bundestag per Alternative für Deutschland (AfD) e vicepresidente del gruppo parlamentare, indicato da opposizione e media come uno dei principali veicoli dei messaggi filorussi nella politica tedesca. Le sue posizioni contro le sanzioni a Mosca, le critiche alla fornitura di armi a Kyiv e la proposta di creare un gruppo parlamentare speciale per rilanciare i rapporti russo-tedeschi lo hanno reso un simbolo della spaccatura interna alla Germania sulla linea da tenere verso il Cremlino. Il quadro si è ulteriormente complicato dopo nuove rivelazioni su vecchi contatti con ambienti diplomatici e mediatici russi, nonché con personaggi legati ai servizi di sicurezza di Mosca.
Il viaggio annunciato in Russia nel 2026 e la reazione della politica tedesca
La scintilla più recente è arrivata nell’ottobre 2025, quando Frohnmaier ha annunciato pubblicamente l’intenzione di recarsi in Russia nella primavera del 2026, nonostante la guerra di aggressione contro l’Ucraina e la crisi strutturale nei rapporti tra Berlino e Mosca. In un’intervista a N-TV, il deputato AfD ha sostenuto l’importanza di mantenere “canali di comunicazione” perché “dopo questo conflitto arriverà un nuovo tempo”, evocando anche una presunta preparazione in tal senso da parte di partner statunitensi e di altri Paesi occidentali.
Le sue parole hanno provocato una reazione durissima da parte di esponenti della coalizione di governo e dell’opposizione tradizionale. Il democristiano Roderich Kiesewetter ha avvertito che una visita in Russia aumenterebbe il rischio di fuga di informazioni sensibili, chiedendo alla leadership di AfD di impedirla in nome della sicurezza nazionale. Il socialdemocratico Sebastian Fiedler ha parlato di “operazione di influenza del Cremlino”, sostenendo che i contatti sistematici di un deputato tedesco con un regime aggressivo e anti-europeo non possono essere liquidati come iniziativa personale. Il presidente della commissione di controllo sui servizi segreti del Bundestag, Mark Henrichmann, ha definito i piani di Frohnmaier una minaccia concreta alla sicurezza della Germania, ricordando il suo passato impegno contro le sanzioni alla Russia e le ripetute richieste di mettere fine agli aiuti militari all’Ucraina.
Dalla gioventù universitaria all’intreccio con reti politiche e mediatiche russe
La traiettoria personale di Markus Frohnmaier è atipica anche per gli standard della politica tedesca. Nato in Romania, abbandonato dai genitori biologici e adottato da una famiglia tedesca, ha costruito il proprio profilo politico senza completare gli studi universitari, ma avanzando rapidamente nelle strutture di AfD. Nel 2014 ha fondato l’ala studentesca del partito, la “Junge Alternative”, ispirandosi alle posizioni euroscettiche di alcuni economisti tedeschi. Nello stesso periodo ha assunto posizioni apertamente filorusse, salutando l’annessione della Crimea come “indipendenza” dalla Ucraina e contestando le sanzioni europee contro Mosca in nome degli interessi economici tedeschi.
Secondo inchieste giornalistiche e materiali trapelati da varie fonti, proprio nel 2014 Frohnmaier avrebbe iniziato a entrare in contatto con rappresentanti dell’ambasciata russa a Berlino, fra cui giovani diplomatici e figure collegate all’ufficio dell’addetto militare. Nel corso degli anni successivi, il deputato AfD è apparso a eventi promossi da organizzazioni e think tank vicini al Cremlino, ha partecipato a iniziative in territori occupati come la Crimea e il Donbass e ha preso parte a forum economici in Russia, con spese di viaggio e soggiorno talvolta coperte da istituzioni russe. In parallelo, diversi osservatori hanno sottolineato i legami della sua cerchia con personaggi già finiti sotto inchiesta per spionaggio o per attività di propaganda a favore di Mosca nell’UE, alimentando dubbi sulla natura e la profondità delle relazioni tra il deputato e il sistema di potere russo.
L’ascesa nel Bundestag e il ruolo di AfD nelle strategie del Cremlino
Eletto per la prima volta al Bundestag nel 2017, Frohnmaier è diventato portavoce del gruppo giovanile di AfD e, con la rielezione del 2021 e del 2025, ha consolidato il proprio profilo come uno dei volti più visibili dell’ala nazional-conservatrice del partito. Oggi guida il gruppo di lavoro per la politica estera del partito in parlamento, che dichiara di ispirarsi alla “Realpolitik” e a un mondo multipolare nel quale la Germania dovrebbe fungere da mediatore e partner di tutti, inclusa la Russia. Nella pratica, questa linea si traduce in una costante richiesta di allentare le sanzioni contro Mosca, di bloccare l’invio di armamenti a Kyiv e di promuovere un riavvicinamento con il Cremlino in nome degli interessi economici tedeschi.
Nel frattempo, AfD è stata posta sotto stretta sorveglianza dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, che la considera un caso di sospetto estremismo da monitorare, in particolare per le sue correnti più radicali. Diversi report investigativi hanno descritto come ambienti del potere russo abbiano lavorato a strategie mirate per rafforzare il consenso del partito, fino a ipotizzare un cambio di nome e la costruzione di un profilo politico ancora più aggressivo contro il governo federale e a favore di un’“amicizia naturale” con Mosca. In questo quadro, Frohnmaier viene spesso indicato come uno degli interlocutori privilegiati, insieme ad altri deputati coinvolti in scandali di presunta vicinanza alla Cina o alle reti mediatiche finanziate dal Cremlino.
Elezioni regionali del 2026 e rischi per il fronte europeo a sostegno dell’Ucraina
La prospettiva del viaggio di Frohnmaier in Russia nella primavera del 2026 si intreccia con il calendario elettorale tedesco. AfD punta a risultati di forza in Länder strategici come il Baden-Württemberg e la Sassonia-Anhalt, nonché a una maggiore influenza a Berlino nelle consultazioni previste per il 2026. Per gli analisti, i successi regionali di AfD potrebbero rafforzare nel dibattito pubblico tedesco la voce di chi chiede una “normalizzazione” con Mosca a spese del sostegno militare e politico all’Ucraina. Il timore espresso da esponenti del governo, dell’opposizione tradizionale e dai servizi di sicurezza è che figure come Frohnmaier possano fungere da “ponte politico” fra il campo sovranista europeo e le strategie di influenza della Russia, cercando di indebolire la compattezza euroatlantica.
In questo contesto, la Germania resta uno dei terreni centrali della competizione fra democrazie occidentali e attori autoritari. L’evoluzione del ruolo di AfD e di Markus Frohnmaier nei prossimi mesi e anni avrà un impatto diretto non solo sulla politica interna tedesca, ma anche sulla capacità dell’Europa di mantenere una linea comune contro l’aggressione russa e a favore della sicurezza del continente.