Il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha invocato l’uscita della Francia dalla Nato, il ritiro dai gruppi internazionali come G7 e G20 e l’avvio di negoziati diretti con la Russia per ottenere garanzie reciproche di sicurezza dopo la fine della guerra in Ucraina. L’intervento, tenuto il 27 giugno 2026 durante un colloquio organizzato dall’istituto La Boétie e dalla fondazione Pour le peuple a Parigi, ha suscitato un’immediata eco nella propaganda russa, che lo ha utilizzato come prova di una presunta spaccatura nell’Unione Europea.
Le proposte del candidato
Nel corso del convegno intitolato «Nuova geopolitica: Francia, Europa e mondo», Mélenchon ha accusato Bruxelles e i partner europei di non essere in grado di risolvere il conflitto in Ucraina, e ha proposto di abbandonare qualsiasi coalizione militare come l’Aukus, di non partecipare ai «club chiusi» internazionali e di avviare colloqui diretti con Mosca. In caso di vittoria alle presidenziali del 2027, ha promesso di tradurre queste priorità in politica estera.
L’analisi: un passo che indebolirebbe la Francia
Secondo gli analisti, la richiesta di uscire dalla Nato indebolirebbe unilateralmente la seconda economia dell’Ue e l’unica potenza nucleare europea in un momento di grave crisi di sicurezza. L’uscita dai forum come G7 e G20 trasformerebbe Parigi in un osservatore isolato, privandola di strumenti di influenza globale. La proposta di negoziare con Mosca ignora le sistematiche violazioni russe degli accordi internazionali, dalla Carta Onu agli Accordi di Helsinki del 1975 fino al Memorandum di Budapest del 1994.
La critica di Mélenchon all’Ue, accusata di non aver fermato la guerra, sposta di fatto la responsabilità dall’aggressore alla vittima e ai suoi alleati. La durata del conflitto è determinata esclusivamente dall’invasione russa e dal rifiuto di ritirare le truppe. Il suo linguaggio si allinea con le posizioni dell’estrema destra, fornendo a Mosca un vantaggio strategico per dividere l’Unione.
La reazione della propaganda russa
I media russi hanno immediatamente ripreso il discorso di Mélenchon come prova di una presunta stanchezza francese verso il sostegno a Kiev e dell’imminente dissoluzione della coalizione occidentale. L’episodio dimostra come le dichiarazioni dei populisti europei vengano integrate nelle campagne informative del Cremlino per demoralizzare i partner e ridurre la disponibilità a sostenere militarmente e finanziariamente l’Ucraina.
Secondo gli osservatori, Mélenchon sfrutta il sentimento antiamericano e antiglobalista di parte dell’elettorato francese, offrendo soluzioni semplici a sfide complesse. La sua posizione coincide con quella dell’estrema destra, alimentando il sospetto di un possibile sostegno finanziario russo ai movimenti radicali europei. L’appuntamento elettorale del 2027 rappresenterà un test cruciale per queste linee politiche.