Il Ruolo di Miriam Adelson nel Conflitto Israeliano
Donald Trump ha recentemente elogiato Miriam Adelson durante il suo discorso trionfale alla Knesset, riconoscendo il suo contributo nell’accordo per la fine del conflitto a Gaza, riporta Attuale.
Adelson, 80enne imprenditrice e vedova del magnate Sheldon Adelson, è considerata una figura chiave nelle dinamiche politiche israeliane, avendo giocato un ruolo cruciale nella trattativa per il rilascio degli ostaggi. Trump ha affermato: “Lei ama Israele”, sottolineando la sua influenza e il sostegno che ha fornito al presidente statunitense per raggiungere un accordo.
La miliardaria, che gestisce un patrimonio stimato in 35 miliardi di dollari, è la proprietaria di Las Vegas Sands e azionista di maggioranza dei Dallas Mavericks in NBA. Durante l’ultima campagna elettorale, Adelson ha donato almeno 100 milioni di dollari a Trump, consolidando la sua posizione come una delle principali finanziatrici del sostegno pro-Israele.
Nata a Tel Aviv e cresciuta ad Haifa, Adelson si è affermata come una potente donatrice per le cause ebraiche, avendo contribuito a decisioni significative come il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e il trasferimento dell’ambasciata statunitense nella città santa. La sua influenza si è manifestata anche nel sostegno alla sovranità israeliana sulle alture del Golan occupate nel 2019.
Tuttavia, il suo profilo è stato a lungo oggetto di sospetto in Israele, specialmente dopo che Netanyahu è stato beccato a trattare con l’editore di un importante giornale per limitare la portata di un altro quotidiano a lui vicino. Miriam ha percepito questo come un tradimento, come evidenziato dalla sua testimonianza in un processo di corruzione contro il premier, dove ha condiviso una conversazione con Sara Netanyahu, la moglie del primo ministro, riguardo alle accuse di non supportare adeguatamente Netanyahu.
Recentemente, però, la sua immagine ha cominciato a cambiare, venendo vista non più solo come un semplice sostenitore di Netanyahu, ma come una riservata donna di potere dedita alla liberazione degli ostaggi e al progresso delle relazioni israelo-americane.