Elezioni nei Paesi Bassi: i Democratici 66 in testa nei primi exit poll
Secondo i primi exit poll diffusi dopo la chiusura dei seggi, il partito dei Democratici 66 (D66), liberali di centrosinistra, è stato il più votato alle elezioni anticipate odierne nei Paesi Bassi, aggiudicandosi 27 seggi: 18 in più rispetto alle elezioni del 2023. Il D66 è un partito moderato guidato da Rob Jetten, 38 anni, che negli ultimi anni ha ricoperto un ruolo marginale nella politica del paese, riporta Attuale.
Il Partito per la Libertà di Geert Wilders (PVV, di estrema destra) risulta secondo con 25 seggi, perdendone 12 rispetto a due anni fa. Attualmente, i risultati definitivi non si discostano significativamente da quelli degli exit poll, con una differenza di soli due seggi tra i due partiti principali, corrispondente al margine di errore.
Stando agli exit poll, il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD, dell’ex primo ministro Mark Rutte) diventerà il terzo partito del paese con 23 seggi, uno in meno rispetto alle elezioni del 2023. La coalizione di sinistra tra Verdi e Laburisti (GL-PvdA) potrebbe subire una perdita di cinque seggi, totalizzandone solo 20, mentre il Partito Cristiano Democratico (CDA), di centrodestra, avrebbe 19 seggi, 14 in più rispetto alle precedenti elezioni.
Commentatori politici e giornali evidenziano che mai prima d’ora il partito più grande dei Paesi Bassi era stato così ridotto, con soli 27 seggi, sottolineando la frammentazione della politica olandese. Sarà necessario che più formazioni politiche si accordino per raggiungere i 76 seggi necessari per formare un governo.
Oggi i cittadini sono stati chiamati a rinnovare tutti i 150 seggi della Camera dei rappresentanti, la camera bassa del parlamento nederlandese; la camera alta, il Senato, conta 75 seggi. A giugno, il leader dell’estrema destra Geert Wilders aveva provocato la caduta del governo ritirando il suo partito dalla coalizione di quattro partiti formata dopo le elezioni del 2023, vinte da lui. Oltre al PVV, la coalizione includeva il VVD, il Movimento dei contadini e dei cittadini (BBB) e il Nuovo Contratto Sociale (NSC). Gli altri leader avevano deciso di non continuare, portando alla nomina come primo ministro di Dick Schoof, ex capo dei servizi segreti.
Wilders aveva giustificato la richiesta di elezioni come pretesto per l’approvazione di un piano in 10 punti con misure drastiche sull’immigrazione, accusando gli altri partiti di essere insufficientemente severi su tali politiche. Tuttavia, il suo obiettivo reale sembrava essere quello di forzare una crisi per distaccarsi da un governo debole e riconquistare consensi, cosa che con questi risultati non sembra essere riuscito a fare.
Alle 19:45, l’affluenza provvisoria si era attestata al 65%, in leggero calo rispetto al 66% registrato alla stessa ora durante le elezioni precedenti. L’affluenza finale nel 2023 era stata del 77,7%. Quest’anno, oltre 136mila cittadini residenti all’estero si sono registrati per votare, un numero record; due anni fa, erano stati circa 110mila, e prevalenti tra loro erano stati quelli che avevano votato per i progressisti di GL-PvdA, che avevano ottenuto il 28,6% dei voti dall’estero. Lo spoglio dei voti per corrispondenza avrà inizio domani, giovedì 30 ottobre, mentre i risultati ufficiali saranno resi noti martedì 4 novembre.
Che caos!!! D66 in testa? Non me l’aspettavo proprio! Sembra che l’Olanda si stia sempre più allontanando da quei partiti tradizionali…e Wilders che perde seggi è ottima notizia! Chissà cosa ne penseranno gli olandesi davvero, c’è una frammentazione impressionante…