Lavitola scriveva a Ranucci dopo l’attentato: “Serve maggiore scorta e protezione”

11.08.2026 13:55
Lavitola scriveva a Ranucci dopo l'attentato: "Serve maggiore scorta e protezione"

Roma, 11 agosto 2026 – Emergono nuovi particolari dall’ordinanza di custodia cautelare che ha mandato in carcere Valter Lavitola, ritenuto il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. L’indagato, a un mese dalla bomba piazzata a Pomezia davanti casa del conduttore di Report, avrebbe manifestato forte interesse per il rafforzamento delle misure di protezione del conduttore di Report. Lavitola avrebbe espresso preoccupazione per la mancata assegnazione di una seconda auto di scorta, arrivando a scrivergli: “Ti prego, se non ti danno la seconda macchina, dammi il via libera per fare tutto il casino che mi viene in mente”. E ancora: “dammi retta, in qualsiasi momento tu sei esposto, devi avere una struttura di protezione fisica. Significa che quando tu arrivi in un luogo: a casa, alla Rai, un ristorante…devi avere una staffetta di fatta da almeno quattro uomini, più i due della macchina di scorta che dopo aver fatto il sopralluogo (devono arrivare almeno 10 minuti prima) ti fanno un cerchio di protezione. Il vero pericolo che hai tu sono: “gli odiatori”, riporta Attuale.

L’avvocato di Ranucci: “Da Lavitola delirante teatro della follia”

All’indomani dell’arresto di Lavitola, l’avvocato del conduttore, Roberto De Vita, ha affermato: “Sigfrido Ranucci è tre volte vittima, di un attentato grave e pericoloso, di un tradimento e di una strumentalizzazione da parte di un amico in un delirante teatro della follia (se i fatti verranno definitivamente accertati) e, in ultimo, con forse maggiore gravità di una massiva e persistente campagna di linciaggio mediatico e politico che con congetture e insinuazioni ha cercato di trasformare la vittima nel beneficiario più o meno consapevole dell’attentato”. “Adesso attendiamo il giudizio anche nei confronti di quanti sono stati denunciati per diffamazione aggravata per aver contribuito consapevolmente alla violenta azione denigratoria della figura più rilevante del giornalismo di inchiesta in Italia, azione pericolosa per la democrazia come un attentato”, ha aggiunto il penalista.

Salvini: “Finché non c’è chiarezza, meglio Report senza Ranucci”

Il vicepremier Salvini intanto soffia sul fuoco. “Io penso che gli italiani meritino chiarezza e fino a che chiarezza non sarà fatta anche sui rapporti tra Ranucci e Lavitola io penso che il denaro pubblico degli italiani non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda”. Alla domanda se la trasmissione Report debba continuare ma senza Ranucci, Salvini ha risposto “si, ma non ce l’ho con lui. Ripeto, credo che coloro che sono coinvolti direttamente in questa vicenda oscura debbano prendersi una pausa”.

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