Il deludente incontro tra Trump e Putin in Alaska, analisi di Financial Times
Un incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin tenutosi ad agosto in Alaska ha avuto esiti negativi per Putin, contrariamente a quanto si pensava. I due presidenti hanno nuovamente dialogato al telefono ieri, concordando un secondo incontro a Budapest, senza fissare una data. Oggi, Trump incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, valutando la fornitura di missili Tomahawk, una mossa che la Russia considererebbe provocatoria, riporta Attuale.
La ricostruzione del Financial Times è firmata da esperti giornalisti, tra cui Max Seddon e Christopher Miller, e si basa su interviste a otto diplomatici e funzionari ucraini e occidentali, oltre a fonti russe vicine ai negoziati per un cessate il fuoco.
Secondo l’articolo, durante la parte riservata dell’incontro, invece di convincere Trump, Putin avrebbe fatto perdere tempo al presidente americano con lunghe digressioni storiche. Trump si attendeva risultati concreti e non voleva sentire discorsi su condottieri medievali. Questa situazione ha portato Trump a spazientirsi, minacciando di alzarsi e andarsene, portando l’incontro a concludersi dopo appena poco più di tre ore, invece delle sette previste inizialmente. Un pranzo tra le delegazioni, durante il quale si sarebbe dovuto discutere della cooperazione economica, è stato cancellato.
Questa narrazione contrasta con le immagini pubbliche disponibili dell’incontro, dove Putin era stato ricevuto con tutti gli onori presso la base militare di Anchorage. Trump aveva accolto Putin con un applauso, prima di stringergli la mano. Durante l’incontro, erano stati esclusi rappresentanti ucraini ed europei, e Trump aveva presentato un piano di pace che risultava eccezionalmente favorevole alla Russia.
Trump, noto per la sua ambizione di essere visto come un pacificatore, si è mostrato frustrato poiché Putin ha rifiutato le sue condizioni di pace vantaggiose. Putin ha chiesto non solo concessioni territoriali, ma anche il rovesciamento di Zelensky per instaurare un governo a lui favorevole. Questa frustrazione ha ridisegnato la relazione di Trump con Putin e il suo approccio alla guerra in Ucraina, dopo aver espresso già nei mesi precedenti la sua disillusione per le resistenze russe.
Negli ultimi mesi, Trump ha anche raddoppiato i dazi sull’India per fermare le sue importazioni di petrolio russo, colpendo così uno dei principali pilastri dell’economia russa. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti hanno ripreso ad inviare aiuti militari all’Ucraina e stanno assistendo Kiev nel colpire le raffinerie russe. La potenziale fornitura di missili Tomahawk al presidente Zelensky rappresenterebbe uno strumento per esercitare pressione su Putin e spingerlo verso un accordo di pace.
Negli ultimi approcci diplomatici, Zelensky ha cercato di ristabilire buone relazioni con Trump anche grazie al supporto di leader europei che si sono recati alla Casa Bianca insieme a lui. A settembre, Trump ha dichiarato che l’Ucraina ha la possibilità di vincere la guerra, invitando gli alleati a utilizzare i beni russi congelati dalle sanzioni. Tuttavia, rimane da vedere se le lusinghe di Putin potranno influenzare ulteriormente le decisioni di Trump.