Piantedosi: serve unità contro la violenza, nessun errore sul caso Siher

01.11.2026 07:35
Piantedosi: serve unità contro la violenza, nessun errore sul caso Siher

Il ministro dell’Interno difende l’operato delle forze dell’ordine e il diritto di manifestare

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha riaffermato il diritto di manifestazione come parte integrante della vita democratica, mentre chiarisce la linea del Viminale riguardo alle mobilitazioni di piazza. In un’intervista al Corriere della Sera, ha distintamente segnato la differenza tra il diritto al dissenso e comportamenti violenti, indicando che non tollererà azioni aggressive. La sua preoccupazione principale verte sulle “frange organizzate” che tentano di “strumentalizzare i cortei” per creare incidenti e disordini, riporta Attuale.

Piantedosi ha rivendicato il lavoro preventivo delle forze dell’ordine, comprese le perquisizioni e i fermi effettuati sotto coordinamento dell’autorità giudiziaria. Ha respinto le critiche riguardo una presunta stretta sulle manifestazioni, affermando che non è stato vietato alcun raduno e che le forze di polizia non intervengono per reprimere le opinioni, ma per prevenire reati e garantire la sicurezza di tutti. Ha esortato le forze politiche, comprese quelle dell’opposizione, a condannare ogni forma di violenza in modo chiaro e senza ambiguità.

Le proteste contro il carovita e la Manovra

Riguardo alle recenti proteste contro l’aumento dei prezzi e la nuova Manovra, Piantedosi ha difeso le decisioni del governo, sostenendo che governare implica “individuare delle priorità, assumersi responsabilità e confrontarsi” anche con le opinioni dissenzienti. Tra i successi addotti dal ministro figurano la “crescita dell’occupazione, i bassi spread, il boom del turismo e il calo degli sbarchi e dei reati”. Ha inoltre riconosciuto le difficoltà nel settore dei trasporti, legate alle tensioni internazionali, ma ha insistito sul fatto che il governo lavora per bilanciare le esigenze dei trasportatori con i diritti dei cittadini di usufruire dei servizi pubblici essenziali.

Il caso Youssef Siher e il rapporto con i magistrati

In merito al caso di Youssef Siher, il ministro ha escluso che il fermo possa essere riconducibile a un errore investigativo o politico, affermando che vi sia stata una legittima ipotesi dai magistrati fondata su un quadro indiziario robusto. Ha difeso il diritto di entrambe le istituzioni, magistratura e politica, di esprimere pubblicamente le loro opinioni senza che ciò comporti una violazione della libertà di espressione, asserendo che il rispetto reciproco tra le istituzioni è fondamentale.

Piantedosi ha ribadito la sua fiducia nel lavoro degli investigatori e della magistratura, sottolineando l’importanza di non convertire le divergenze in conflitti istituzionali. Ha concluso che la libertà delle valutazioni critiche e delle posizioni diverse è compatibile con il rispetto nella dialettica tra le istituzioni.

ANSA/MATTEO CORNER | Il ministro Matteo Piantedosi esce dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, Milano 21 Ottobre 2026

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