Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo e un’eredità da gestire

17.03.2026 05:05
Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo e un'eredità da gestire

Rivelato che Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo e legittimo erede

Niente mariti, figli, eredi diretti. Quando il 5 luglio 2021 Raffaella Carrà morì per una malattia tenuta nascosta, in molti si scoprirono notai. L’eredità a chi va, chiese l’esperto di successioni che non risparmia nessuno, nemmeno il mito. Gianni Boncompagni l’ha preceduta senza averla sposata. Sergio Japino è stato un grande amore però mai riconosciuto per legge. L’eventuale testamento tenne banco per un po’, la rete rigurgitò notizie a caso. Patrimonio ingente ma ignoto nei dettagli, di sicuro con molti zeri dal momento che i guadagni della signora Pelloni smossero addirittura Bettino Craxi: le chiese di ridursi lo stipendio, per pudore. No, un figlio non era mai arrivato. Il desiderio di averlo sì, a 40 anni, evidentemente fuori tempo massimo. Rassegnati, le disse il ginecologo. Lei rilanciò decidendo invece di aiutare a vivere e a studiare 12 bambini sparsi nel mondo, una prole che però non poteva entrare nell’asse ereditario, riporta Attuale.

E invece adesso salta fuori che un figlio c’era, c’è. Adottato ed erede legittimo di tutti gli zeri, quante cose ci sfuggono. Gian Luca Pelloni Bulzoni è un signore di 62 anni nato a Ferrara nel 1964 e residente a Roma, dove dirige la Arcoiris edizioni Musicali di cui è il titolare. È stato il segretario personale e il manager della Carrà, “tra le persone a lei più vicine e più care insieme a pochi altri” come rivela il Corriere della Sera, che lo ha scoperto in ambienti giudiziari romani.

La notizia, spiegano dal quotidiano milanese “è emersa del tutto casualmente da un contenzioso giudiziario con una società spagnola per il musical teatrale ‘Ballo Ballo’. Il figlio della mai abbastanza rimpianta Raffa aveva chiesto di bloccarne “la realizzazione, distribuzione, pubblicizzazione e rappresentazione, in qualsiasi forma e tramite qualsiasi mezzo, per l’assenza del suo consenso”. Con buone ragioni: si trattava della sua mamma, bisogna chiedere il permesso. Il signor Bulzoni Pelloni aveva fatto la richiesta inibitoria al tribunale di Roma “in qualità di erede di Raffaella Carrà”. Quindi nella posizione di “titolare dei diritti sull’immagine, sulla voce e sul nome (reale e d’arte) nonché dei dati, delle informazioni sulla sua vita personale e professionale perché altresì titolare del diritto morale e dei diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno dell’artista”.

La Fondazione Raffaella Carrà ha diffuso una nota dopo la diffusione della notizia: “La scelta della signora Raffaella Carrà di adottare il signor Gian Luca Pelloni Bulzoni – si legge nella nota – era finalizzata a proseguire la sua attività e a portare avanti in suo nome tutte le iniziative benefiche a lei care. Il signor Pelloni Bulzoni ha già istituito la Fondazione Raffaella Carrà, destinando il suo impegno a numerosi progetti di solidarietà, oltre a patrocinare anche eventi culturali e musicali in onore dell’artista”.

Per chi fosse interessato alla querelle: la giudice Laura Centofanti del Tribunale capitolino ha stabilito che le rappresentazioni teatrali del musical ‘Ballo ballo’, successive al film del 2020, si sono già svolte e non ne sono previste altre. Per eventuali risarcimenti l’erede della Carrà dovrà quindi casomai proseguire l’azione legale nel processo di merito”. Ma sono dettagli di fronte al fatto che ora L’Italia sa: Raffaella Carrà aveva un figlio. “La natura dice di sì quando vuole lei”, ripeteva a chi sfiorava l’argomento maternità. Non era arrivato, non per colpa sua. L’amore poteva essere distribuito tra Federica e Matteo Pelloni, figli del fratello scomparso (con i quali potrebbero essere stati raggiunti accordi familiari già quando la cantante era ancora in vita). O attraverso le adozioni a distanza. Oppure. Nel ricorso presentato ai giudici, Pelloni Bulzoni si è qualificato come erede dell’artista e titolare dei diritti relativi all’immagine, alla voce, al nome oltre che delle informazioni sulla vita personale e professionale della Carrà e dei diritti morali e patrimoniali sulle sue opere. Di qui la scoperta dell’azione, non indifferente nella vita di una donna nota per la grande riservatezza e i denti piantati sulla tutela della propria vita privata. Raffaella Carrà è stata uno dei primi lutti che hanno imposto all’Italia una riflessione sulla mortalità. Aveva 78 anni e Sergio Iapino volle comunicare il suo impegno sulle adozioni a distanza. Risale alla primavera del 2006 la firma Carrà e Iapino su insieme “Amore”, un programma dall’effetto dirompente che convinse almeno 130mila italiani. “Raffaella non aveva figli ma ne aveva migliaia”, spiegò, e si sbagliava anche lui.

1 Comment

  1. Ma che sorpresa incredibile! Raffaella Carrà ha davvero un figlio adottivo! Non avrei mai immaginato, e ora mi chiedo quante altre cose strane ci siano nelle vite delle celebrità. Chissà come reagiranno tutti quelli che la credevano senza eredi. È un mondo strano questo…

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