Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani si trovano in Uruguay da circa dieci giorni, mentre l’Interpol indaga sulle accuse riguardanti feste con escort e una denuncia presentata da una giovane americana a Milano. Inoltre, si sta esaminando la grave patologia genetica del bambino lo scorso affido a Minetti, riporta Attuale.
La coppia, trasferitasi all’estero poco prima che emergesse il caso della grazia concessa a Minetti, è ora sotto la lente d’ingrandimento della procura di Milano che ha richiesto supporto per indagare sulle presunte feste con escort che si sarebbero svolte nel ranch dell’imprenditore veneziano. La testimonianza di una ragazza americana, che in passato ha fatto una denuncia controversa e successivamente archiviata contro un parente di Cipriani, ha ulteriormente complicato la situazione. Le indagini ora si concentrano anche sui morti carbonizzati e sui ricoveri del bambino in Italia, nonché sulla coppia che aveva espresso interesse per la sua adozione e che l’ha avuta in affido per due anni.
L’istanza di Minetti e la revoca
Questi accertamenti potrebbero rivelare la vera storia di María de los Ángeles González Colinet, la madre biologica del bambino, e mettere in discussione molte delle affermazioni contenute nella richiesta di grazia di Minetti, rischiando così una revoca da parte del Quirinale. La patologia genetica del bambino ha alimentato il dibattito. Nella richiesta di grazia, i legali di Minetti indicavano che i genitori adottivi avevano consultato medici di ospedali italiani, come il San Raffaele di Milano, e il San Donato, e che questi avevano sconsigliato di procedere con l’operazione.
La malattia del bimbo e il gran rifiuto degli ospedali
Tuttavia, tra il 2020 e il 2021, Minetti e Cipriani avevano ottenuto solo la preadozione, che non consentiva di spostarsi all’estero con il bambino. Nonostante ciò, dopo consulti a Cleveland, Boston e New York, furono rilasciati un nulla osta provvisorio dall’istituto uruguaiano per l’operazione a Boston. Alcuni testimoni fanno riferimento a una coppia che dichiara di aver voluto adottare il bambino e a un articolo de La Stampa che pubblica una foto della coppia con il piccolo. In Uruguay, si sta discutendo un sistema di adozioni illegali risalente agli Anni Cinquanta, in cui frequentemente i documenti attestano che i bambini siano stati abbandonati, mentre le realtà raccontate dai genitori biologici possono rivelarsi differenti.
La coppia che voleva adottare il bambino
Il Corriere riporta che una coppia ha raccontato al programma Telenoche di aver avuto in affido il bambino per due anni. “Ci hanno detto che eravamo idonei”, spiegano. Tuttavia, successivamente vennero a sapere che il minore era stato affidato a un’altra famiglia straniera. Nella stessa data, il 14 aprile, il ministero dell’Interno uruguaiano ha emesso un avviso nazionale per la scomparsa della madre 29enne del bambino, con l’ultimo avvistamento risalente a febbraio a Maldonado, luogo di residenza della coppia. La madre ha un passato giudiziario preoccupante, che include un omicidio avvenuto nel 2015, il che renda impossibile per lei riottenere la custodia del figlio secondo le leggi uruguaiane.
L’avvocata carbonizzata
Un altro filone di indagine riguarda il ritrovamento del corpo carbonizzato di Mercedes Neto, avvocato d’ufficio della madre del bambino, avvenuto il 15 giugno 2024 nel suo chalet di Garzon, Uruguay. Il rogo sarebbe stato causato da una stufa difettosa, ma l’inchiesta è stata aperta per duplice omicidio. “Le autorità competenti risponderanno formalmente alle richieste provenienti dall’Italia”, dichiarano fonti governative uruguaiane interpellate dall’ANSA.
Cosa non torna nell’istanza
Secondo quanto riportato da Thomas Mackinson sul Fatto Quotidiano, ci sono incongruenze significative nella richiesta di adozione, che affermerebbe che il bambino sarebbe stato abbandonato al momento della nascita. Tuttavia, i documenti del Tribunale di Maldonado indicano che il minore non era un trovatello, ma era stato collocato in un istituto temporaneamente in cerca di un riavvicinamento con la madre biologica, totalmente indigente. L’adozione ha richiesto un lungo processo legale, chiuso nel febbraio 2023 con la perdita forzata della patria potestà. Inoltre, nella nota stampa di Minetti si affermava che la coppia non avesse intrapreso alcuna causa per l’affido del bambino.
Il cambio di vita di Minetti
Nell’istanza si menziona un cambiamento radicale nella vita di Minetti come fondamento per la richiesta di grazia, ma non sono stati effettuati controlli sulla sua condotta post-condanna. È stata vista in locali a Ibiza e in Uruguay, in situazioni che, secondo alcune voci, potrebbero ricollegarsi a comportamenti passati. Nel contesto degli Epstein Files, sono emersi i collegamenti di Cipriani con il noto pedofilo Jeffrey Epstein. Inoltre, non vi è menzione del passato giudiziario di Minetti nella sentenza di adozione, un elemento generalmente ostativo all’adozione.
La salute del bambino
Infine, un report del aprile 2025 da Boston segnala “una forte preoccupazione per una possibile recidiva”, nel contesto di una valutazione da parte dei servizi sociali. Tuttavia, un successivo controllo della stessa clinica nel dicembre 2025, a seguito della richiesta di adozione, ha smentito l’urgenza, con risultati definiti “rassicuranti”; non ci sono stati peggioramenti e i medici hanno confermato che non sono necessari ulteriori interventi chirurgici, ma solo normali visite di controllo ogni sei mesi.