Blocco della Flotilla umanitaria da parte di Israele: operazione avvenuta in acque internazionali
La Marina israeliana ha intercettato nuovamente la Global Sumud Flotilla, questa volta a oltre 960 chilometri da Gaza, nelle acque internazionali, quando le imbarcazioni si trovavano più vicine alle coste italiane che a quelle palestinesi. Secondo il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, le persone trasferite dalle imbarcazioni saranno fatte sbarcare in Grecia, probabilmente nel porto di Lasithi a Creta, riporta Attuale.
Le ore seguenti all’operazione sono state concitate. Nella notte tra mercoledì e giovedì, i soldati israeliani sono saliti su 21 imbarcazioni dirette a Gaza, intimando all’equipaggio di circa 175 attivisti, tra cui 22 italiani, di mantenere le mani alzate e di non muoversi. L’operazione è stata preceduta da un avvertimento via radio: “I tentativi di violare il blocco marittimo di sicurezza sulla Striscia – come riportato in un video diffuso su Telegram – costituiscono una violazione del diritto internazionale. Tornare al porto di partenza”. Tuttavia, alcune imbarcazioni della Flotilla hanno mantenuto la rotta, scatenando l’abbordaggio: “Si tratta di pirateria – si legge in una nota dell’organizzazione –, è un sequestro illegale di esseri umani”.
Anche l’Europa ha sollevato preoccupazioni, con il portavoce della Commissione Ue, Anouar El Anouni, che ha criticato l’operazione israeliana sostenendo che “Israele deve rispettare il diritto internazionale”. Da parte sua, il ministero degli Esteri israeliano ha indicato che dietro la spedizione ci sarebbe Hamas, volto a sabotare la transizione al piano di pace di Trump. Sa’ar ha così dichiarato: “Abbiamo agito per prevenire un’escalation. La Flotilla ha tentato di bloccare una nave mercantile israeliana”. Il primo ministra Benjamin Netanyahu ha espresso il proprio sostegno alla Marina, affermando che “nessuna nave o sostenitore di Hamas ha raggiunto il nostro territorio”.
In Italia, la Global Sumud Flotilla ha invitato attraverso i social i cittadini a protestare. A Roma, centinaia di persone si sono radunate davanti al Colosseo per chiedere sanzioni contro Tel Aviv e contestare l’abbordaggio, esponendo uno striscione con la scritta “Israele Stato terrorista”. A Milano, circa mille manifestanti hanno partecipato a un corteo, capeggiato da un cartellone con la scritta “Insorgiamo. Blocchiamo tutto”. Anche in altre città come Trieste, Bari, Genova, Torino e Ancona, centinaia di attivisti si sono uniti alle proteste, ribadendo il loro sostegno alla causa palestinese. “Siamo qui per la Palestina e vogliamo portare avanti la missione”, ha affermato un membro dell’equipaggio di una barca non sequestrata, in contatto telefonico con alcuni attivisti marchigiani.