Rimangono in sospeso le questioni dopo la visita di Trump a Pechino

15.05.2026 13:35
Rimangono in sospeso le questioni dopo la visita di Trump a Pechino

Visita di Trump in Cina: un incontro senza risultati concreti

Venerdì mattina Donald Trump ha lasciato la Cina a bordo dell’Air Force One, concludendo il secondo giorno di una visita attesa e seguita, durante la quale lui e il presidente cinese Xi Jinping si sono scambiati cortesie e convenevoli, promettendo maggiore stabilità nelle relazioni bilaterali, ma producendo pochi risultati significativi, riporta Attuale.

Tre questioni principali hanno dominato l’agenda del summit. La prima era Taiwan. Xi ha cercato di sfruttare la rinnovata posizione di forza della Cina per persuadere gli Stati Uniti a riconsiderare la loro politica ufficiale verso l’isola, la quale riceve supporto politico e militare da Washington e è minacciata da Pechino. Giovedì, Xi ha affermato che Taiwan rappresenta la questione «più importante» e che potrebbe causare uno scontro «se gestita male».

Trump, tuttavia, si è sottratto al confronto, evitando di rispondere alle domande dei giornalisti e il comunicato finale della Casa Bianca non menziona la questione. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha chiarito che la posizione statunitense «a oggi resta invariata».

La seconda questione riguardava la guerra in Medio Oriente. Trump sperava di ottenere il sostegno cinese per fare pressione sul regime iraniano in vista di un accordo di pace. Non è chiaro se siano stati raggiunti impegni concreti. Xi non ha commentato, mentre Trump ha fornito solo informazioni vaghe, affermando che anche la Cina desidera la riapertura dello stretto di Hormuz, senza specificare le condizioni; ha inoltre dichiarato di «credere» che la Cina non voglia che l’Iran ottenga un’arma nucleare.

Infine, il tema commerciale. Trump era accompagnato da una delegazione di circa trenta amministratori delegati di importanti aziende statunitensi, tra cui Elon Musk, per facilitare il dialogo e promuovere investimenti americani nel mercato cinese. Anche in questo caso, non sono stati annunciati accordi specifici, con Trump che ha parlato solo di «accordi fantastici» senza fornire ulteriori dettagli.

Ad esempio, non è stato annunciato alcun accordo relativo alle terre rare, metalli di cui la Cina detiene quasi il monopolio e che sono cruciali per gli Stati Uniti. Lo scorso anno, la Cina aveva imposto restrizioni alla loro esportazione come ritorsione per i dazi statunitensi, provocando carenze e aumento dei prezzi sul mercato globale. In un incontro precedente, Trump e Xi si erano accordati per sospendere parzialmente queste restrizioni per un anno, ma non è giunta alcuna conferma di una proroga.

Un altro punto controverso riguarda la vendita da parte di Nvidia dei microchip più avanzati per il settore dell’intelligenza artificiale. Sebbene Trump avesse approvato la transazione, Xi non ha mai dato il suo consenso, continuando a fare affidamento solo su chip prodotti in Cina, considerati una misura di sicurezza nazionale. Thomson Huang, CEO di Nvidia, era presente all’incontro, ma non è chiaro se siano stati presi accordi.

Inoltre, Trump ha dichiarato che la Cina ha promesso di acquistare 200 aerei Boeing, ma non ci sono state conferme ufficiali da parte cinese. Anche il segretario al Tesoro Scott Bessent ha anticipato annunci a breve termine, ma al momento non ci sono state dichiarazioni publiche da Pechino.

Infine, Trump aveva promesso di esercitare pressione per ottenere la liberazione di Jimmy Lai, attivista per la democrazia di Hong Kong, recentemente condannato a 20 anni di carcere. Tuttavia, il governo cinese ha ribadito che Lai è «un istigatore» e che gli affari di Hong Kong rappresentano questioni interne della Cina.

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