San Siro diventa tema di campagna elettorale a Milano: candidati indecisi sulla demolizione del Meazza

02.11.2026 14:25
San Siro diventa tema di campagna elettorale a Milano: candidati indecisi sulla demolizione del Meazza

Il dibattito sul futuro di San Siro si intensifica a Milano, con i candidati più a sinistra che promettono di opporsi alla demolizione del famoso stadio. L’ex sindaco Beppe Sala ha già espresso il proprio sostegno per il nuovo Generali Stadium, destinato a sostituire il Meazza. Tuttavia, le posizioni di chi aspira a succedergli mostrano una crescente opposizione all’attuale progetto, portando a considerare la possibilità di mantenere il vecchio stadio e reinvestire i fondi nella riqualificazione del quartiere, riporta Attuale.

I candidati più a sinistra promettono di fermare (o modificare) il progetto

Durante il primo confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra, il tema San Siro è stato centrale. Lorenzo Pacini, assessore del Municipio 1, ha avvertito: «Non se ne deve andare via un abitante da San Siro. Dobbiamo in tutti i modi fermare la gentrificazione di quel quartiere». Propone di utilizzare i 197 milioni ricevuti dal Comune per la vendita del Meazza per reinvestirli nel quartiere e per la riqualificazione delle case popolari.

Pacini non è solo in questa battaglia; anche Carlotta Cossutta, Tommasso Goisis e Pierfrancesco Majorino hanno criticato la gestione della vendita del Meazza. Majorino ha esclamato: «Questa battaglia non è finita», invitando i cittadini a continuare la mobilitazione. Goisis, in particolare, ha minacciato di richiedere uno studio che possa chiarire se e come la demolizione possa essere fermata per massimizzare l’interesse pubblico.

La proposta di Calabresi: «Teniamo in piedi anche il vecchio stadio»

Critiche sono arrivate anche da Mario Calabresi, il candidato moderato delle primarie, che ha sollevato dubbi sulla gestione del progetto di demolizione. «Il progetto definitivo non è stato ancora presentato. Se c’è la possibilità di mantenere San Siro con una nuova funzione, risparmiando i 120 milioni della demolizione, sarebbe un’opportunità da considerare», ha dichiarato in un’intervista al Corriere. La sua posizione ha suscitato reazioni da parte del sindaco Sala, che ha considerato le osservazioni di Calabresi politicamente “bizzarre” e contraddittorie.

L’unica candidata favorevole all’abbattimento di San Siro

Tra i candidati, solo Anna Scavuzzo, vicesindaco e sostenitrice della posizione del sindaco, si è espressa favorevolmente nei confronti della demolizione. «Se Calabresi vuole discutere, sono pronta, ma mi sorprende sentire argomenti che ho già confutato», ha detto rispondendo direttamente al candidato moderato. La questione resta complessa, anche tra i candidati del centrodestra, con nomi come Silvia Sardone, Maurizio Lupi e Matteo Perego di Cremnago che circolano come potenziali leader.

Anche a destra c’è chi vuole tenere in piedi San Siro

Indipendentemente da chi guiderà il centrodestra, Ignazio La Russa ha ribadito che il vecchio stadio non sarà demolito se il centrodestra vincerà le elezioni. «Milano merita uno stadio moderno, ma non vedo ragioni per non mantenere anche l’altro stadio nelle immediate vicinanze», ha sottolineato. Le recenti presentazioni dei progetti non hanno dissipato i dubbi, e la sorte dello stadio sembra dipendere significativamente dall’esito delle prossime elezioni comunali.

ANSA | Un’immagine del nuovo stadio di Milano che si chiamerà Generali Stadium

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