Nuove tensioni nello Stretto di Hormuz: l’Iran minaccia navi commerciali e americane
In un’escalation di tensioni, l’Iran ha avvertito le navi commerciali e le petroliere di non transitare attraverso lo Stretto di Hormuz senza la dovuta autorizzazione delle forze armate iraniane. Questa mossa giunge in risposta alla proposta del presidente americano Donald Trump di collaborare per consentire il passaggio delle navi intrappolate nella regione. In parallelo, gli Stati Uniti hanno iniziato operazioni militari e diplomatiche per riaprire lo Stretto, come riportato da Attuale.
Da Teheran, il comandante Ali Abdollahi ha intimato a tutte le navi di evitare l’attraversamento senza coordinamento. L’ammiraglio americano Bradley Cooper ha confermato che l’Iran ha tentato di lanciare missili da crociera contro navi della Marina USA, utilizzando droni contro navi commerciali, tutti respinti dalle forze americane. Nonostante gli attacchi, nessuna nave statunitense ha subito danni, mentre un incidente ha coinvolto una nave sudcoreana, il cui incendio è stato confermato dal governo di Seul. Trump ha suggerito che sulla Corea del Sud potrebbe pesare la responsabilità di unirsi all’operazione di sicurezza della navigazione.
La situazione si complica con attacchi iraniani a un porto e a una petroliera degli Emirati, nonché in Oman, segnando un significativo incremento delle aggressioni da parte di Teheran da quando era stata dichiarata una tregua. Gli Stati Uniti hanno giustificato la loro presenza nella regione, dichiarando di aver aiutato due navi commerciali americane a transitare, e ora stanno contattando centinaia di navi di diversi Paesi nel Golfo Persico per garantire un passaggio sicuro sotto la protezione degli Stati Uniti.
Appena giovedì, fonti hanno rivelato che era stata considerata un’azione ancora più aggressiva contro l’Iran, che resta in attesa di negoziati con Washington. Trump ha dichiarato che se l’Iran attacca nuovamente, “sarà spazzato via dalla faccia della Terra”, sottolineando che la potenza militare americana continuerà a rafforzarsi nella regione.
Nel frattempo, l’ambasciatore americano all’Onu, Walz, ha annunciato che presenterà una risoluzione al Consiglio di Sicurezza per condannare l’Iran a causa dell’installazione di mine nello Stretto e per il tentativo di riscuotere pedaggi dalle navi. Gli Stati Uniti stanno tentando di coinvolgere alleati europei e della regione nel “Project Freedom” per contrastare le aggressioni iraniane, garantendo che misure diplomatiche accompagnino l’escalation militare.
Walz ha inoltre espresso il desiderio di includere un’ampia coalizione per affrontare la situazione, sottolineando i pericoli che azioni iraniane nel Golfo possono comportare per altre vie marittime cruciali a livello globale.