Scandalo cartello delle uova negli Stati Uniti: aziende accusate di manipolare i prezzi e patteggiano 3,3 milioni di dollari

05.07.2026 15:45
Scandalo cartello delle uova negli Stati Uniti: aziende accusate di manipolare i prezzi e patteggiano 3,3 milioni di dollari

Accordo di 3,3 milioni di dollari per i produttori di uova negli Stati Uniti accusati di manipolazione dei prezzi

Alcuni dei principali produttori di uova negli Stati Uniti, accusati di essersi messi d’accordo per mantenere elevati i prezzi per quasi tre anni, pagheranno 3,3 milioni di dollari nell’ambito di un accordo preliminare con il governo e 17 stati. Le società hanno patteggiato la cifra, ma hanno negato di aver fatto cartello, nonostante le prove raccolte dal dipartimento della Giustizia statunitense e dai procuratori statali. L’accordo è lo sviluppo più sorprendente di una questione che si trascina da anni legata al prezzo delle uova negli Stati Uniti, riporta Attuale.

Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, le uova divennero molto difficili da trovare e i prezzi salirono vertiginosamente: un pacco da dodici si trovava al supermercato per 8 o 9 dollari, una disparità inaccettabile anche per gli standard statunitensi. Negli Stati Uniti, le uova sono un ingrediente fondamentale dell’alimentazione quotidiana, tanto che questa crisi entrò a far parte della campagna elettorale delle presidenziali di novembre 2024, quando l’allora presidente Donald Trump accusò i Democratici di essere responsabili del grande aumento del costo della vita.

La situazione suscitò grande attenzione anche in Italia, dove le aziende statunitensi cercarono di acquistare uova dagli allevatori del Veneto. I produttori americani giustificavano l’aumento dei prezzi con l’influenza aviaria che decimava le loro galline e riduceva la produzione, ma l’Antitrust mise in luce un quadro diverso.

Nel contesto delle accuse reciproche tra Democratici e Repubblicani riguardo ai rincari e all’inflazione, l’Antitrust, divisione del dipartimento della Giustizia che si occupa di concorrenza, avviò un’indagine dedicata. Questo portò a sospetti sulla reale natura dell’aumento dei prezzi, evidenziando un potenziale cartello tra i principali produttori, il che avrebbe fatto sorgere interrogativi etici e legali nel settore.

Le indagini identificarono tre aziende principali sotto esame: Cal-Maine Foods, la più grande produttrice di uova con sede nel Mississippi; Versova, in Iowa, una delle prime cinque del paese; e Hickman’s Egg Ranch, una realtà più piccola in Arizona. La giustizia sostenne che un accordo tra anche solo le prime due aziende potesse influenzare l’intero mercato.

Secondo il dipartimento di Giustizia, queste aziende si sarebbero coordinate per manipolare il mercato all’ingrosso delle uova, un settore di difficile comprensione per i consumatori. Infatti, molte di queste aziende non producono tutte le uova vendute, ma le acquistano anche da altri fornitori sul mercato all’ingrosso, noto come “Egg Clearinghouse”. Questo sistema è stato definito la “Wall Street delle uova” poiché determina il prezzo di riferimento per l’intero settore.

Il meccanismo operava così: i dati sui prezzi e le transazioni dall’”Egg Clearinghouse” venivano utilizzati per stabilire le quotazioni praticate dai fornitori ai supermercati. Le aziende coinvolte avrebbero iniziato le loro pratiche fraudolente alla fine del 2022, in un contesto di inflazione generalizzata e crescente pressione sui costi dei beni alimentari, exacerbati dall’arrivo dell’influenza aviaria.

Con l’offerta di uova che diminuiva e i consumatori in preda al panico, i rivenditori furono costretti a limitare le quantità acquistabili. La crisi continuò fino ai primi mesi del 2025, quando l’Antitrust rese pubblici i suoi risultati e la disponibilità di uova cominciò gradualmente a tornare alla normalità.

Le aziende hanno respinto tutte le accuse pur accettando di pagare i 3,3 milioni di dollari nell’ambito dell’accordo e di donare oltre 50 milioni di uova alle banche alimentari. Ora la proposta deve ricevere l’approvazione di un tribunale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere