Giovedì Francia in Raro Sciopero Generale, Preceduto da Protezione Militante
Giovedì 5 novembre, la Francia vivrà uno sciopero generale organizzato dai sindacati, convocato un mese fa e che segue una serie di tre sabati di proteste violente. Le manifestazioni più intense si erano verificate il 17 ottobre, mentre i due sabati successivi avevano registrato una situazione meno tesa grazie a un eccezionale dispiegamento di forze dell’ordine. Nonostante questo, ci sono preoccupazioni per possibili scontri tra manifestanti e polizia, come accaduto nelle recenti proteste studentesche, riporta Attuale.
I sindacati hanno programmato 244 manifestazioni, mentre altre manifestazioni non ufficiali si stanno coordinando su Telegram e Signal. Si prevede un forte impatto nei trasporti aerei e ferroviari, nonché nei servizi pubblici e nelle attività commerciali, con la chiusura di scuole e banche.
Le richieste principali dei sindacati riguardano un aumento del salario minimo e un potenziamento dei programmi sociali, opponendosi alla legge di bilancio del governo che, secondo Sophie Binet, segretaria generale della CGT, è «catastrofica per il paese». In vista della bocciatura della legge da parte del parlamento, prevista nei prossimi giorni, il Primo Ministro Sébastien Lecornu è sottoposto a crescenti pressioni politiche, non avendo una maggioranza stabile.
Recentemente, Lecornu aveva suggerito una possibile revisione anticipata del salario minimo, normalmente prevista per gennaio, accettando anche alcune concessioni per gli studenti, come la graduale sostituzione del sistema di accesso all’università, il Parcoursup, e l’implementazione di un fondo per ristrutturare gli edifici scolastici.
Le prospettive per la legge di bilancio appaiono più complicate, poiché i governi francesi da anni devono affrontare la necessità di contenere il debito pubblico senza avere una base parlamentare solida. I precedenti premier, François Bayrou e Michel Barnier, avevano già subito conseguenze per disaccordi sulla legge di bilancio, e Lecornu stesso si era dimesso un anno fa, prima di essere riassunto da Macron.
Le risposte del governo alle manifestazioni sono state criticate. Dopo aver ammesso di aver perso il controllo delle manifestazioni del 17 ottobre, erano stati imposti alcuni giorni di coprifuoco in diverse città. Macron ha anche ordinato ai prefetti di limitare il più possibile le manifestazioni. Anche per giovedì è previsto il dispiegamento di 70.000 agenti di polizia, come accaduto durante le mobilitazioni del 24 e del 31 ottobre.