L’osservatorio sulle spese militari Mil€x ha recentemente esaminato l’andamento delle spese per la difesa italiana, evidenziando una drammatica impennata che potrebbe portare il governo a spendere oltre 1 trilione di euro nei prossimi dieci anni. In un rapporto pubblicato per il 2026, si stima che dall’inizio del 2010 l’Italia abbia già investito circa 500 miliardi di euro in spese militari, un dato preoccupante che solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’efficacia delle politiche di difesa, riporta Attuale.
I dati “dispersi”
Il rapporto, presentato da Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana Pace e Disarmo, indica che l’aumento delle spese militari è stato costante, nonostante la difficoltà di tracciamento delle spese effettive. Circa il 40% degli acquisti è effettuato dal ministero del Made in Italy, ma non esiste un unico luogo per reperire i dati complessivi. Vignarca ha denunciato l’ignoranza dei parlamentari riguardo alle votazioni sulla spesa, sottolineando che gli stanziamenti definitivi superano quelli provvisori di un margine che varia tra il 20%, corrispondente a 2,7-4,2 miliardi di euro. «Le variazioni si attestano mediamente tra il 9 e il 16% negli anni recenti», ha aggiunto.
I numeri analizzati
Il report analizza 78 programmi militari approvati durante l’attuale legislatura, che complessivamente richiedono un investimento di 503 miliardi di euro, con una prevista spesa annuale di circa 30 miliardi. Per raggiungere gli obiettivi fissati dalla NATO, il governo potrebbe aver bisogno di ulteriori 500 miliardi, una cifra che suscita preoccupazione. La parlamentare del Partito Democratico, Laura Boldrini, ha commentato: «Gli accrescimenti delle spese riflettono gli interessi geopolitici di Meloni, che sembra anteporre le esigenze di Trump a quelle nazionali».
L’acquisto di armi
Il rapporto di Mil€x mostra un incremento significativo negli acquisti di armi specifiche, contrariamente a quanto sostenuto dalla retorica ufficiale riguardante la sicurezza. Le spese per armi, infatti, sarebbero passate dai 3 miliardi di euro del 2006 ai 13,2 miliardi previsti per il 2026, con una concentrazione molto elevata negli ultimi anni. Solo per il periodo 2023-2026, i fondi destinati al procurement militare superano i 46 miliardi di euro. Questa tendenza suggerisce che la crescita delle spese militari è prevalentemente trainata dagli acquisti di armamenti, a vantaggio dell’industria della difesa, mentre altre voci di spesa operativa restano fortemente limitate.