Tensione tra FdI e Quirinale dopo le dichiarazioni di Bignami, Meloni difende il governo

19.11.2025 12:55
Tensione tra FdI e Quirinale dopo le dichiarazioni di Bignami, Meloni difende il governo

Roma, 19 novembre 2025 – L’intesa sembrava blindata. Appena poche ore prima, nel Consiglio supremo di difesa, governo e Quirinale avevano faticosamente ricucito una linea comune sui venti di guerra che soffiano sull’Europa. Ma nella Capitale, si sa, la calma dura il tempo di un cocktail, riporta Attuale.

L’articolo della discordia

Una raffica di chiacchiere da salotto ha innescato un botta e risposta tra FdI, Palazzo Chigi e il Colle. A far da detonatore è La Verità: il direttore, Maurizio Belpietro, non solo pubblica, ma sbatte in prima pagina considerazioni che avrebbe pronunciato in un contesto conviviale Francesco Saverio Garofani, influente consigliere del capo dello Stato ed ex parlamentare Pd.

Le frasi sullo “scossone”

Le affermazioni su un possibile “scossone” hanno colpito la premier e le ambizioni della maggioranza. La più concreta? “Se il contesto politico restasse quello attuale, Giorgia Meloni sarebbe destinata al Quirinale“. Le dichiarazioni indicano che, per impedire al centrodestra di vincere le prossime elezioni, “ci vorrebbe un provvidenziale scossone” e la nascita di “una grande lista civica nazionale”. Affermazioni che, pur incaute e poco corrette, non implicavano il capo dello Stato. Inizialmente non hanno provocato sismi, ma il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, ha amplificato la questione, portando l’opposizione a vedere suggeritori a Palazzo Chigi.

Il “rilancio” di Bignami

Intorno a mezzogiorno, Bignami ha dichiarato: “Apprendiamo dalla stampa che persone che ricoprono il ruolo di consiglieri del Quirinale auspicherebbero iniziative contro Giorgia Meloni e il centrodestra. Confidiamo che queste ricostruzioni siano smentite”. Questa mossa voleva rappresentare un avvertimento: sebbene fosse escluso un coinvolgimento del Presidente, è diffusa la sensazione all’interno di FdI che ai piani alti qualcuno stia tramando contro il governo.

La risposta del Colle

Tuttavia, la formula ambigua suona come un colpo diretto a Mattarella. Al Colle, la reazione è fulminea e gelida: “Al Quirinale si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica, costruito sconfinando nel ridicolo“.

Un ceffone istituzionale. Difficile credere che i ‘tricolori’ abbiano dato peso a una sparata altrimenti destinata all’oblio, collaborando con una testata che attacca il Colle frequentemente, non senza coincidenze con interessi russi. Inoltre, è interessante notare come la notizia sia emersa dopo un Consiglio supremo della difesa andato bene.

Opposizioni scatenate

L’opposizione si scatena, guidata da Elly Schlein che rivendica: “Chi attacca Mattarella ci troverà dalla parte opposta”. Il Pd richiede chiarimenti in Aula dalla premier. A questo punto, FdI ingrana una mezza retromarcia: Bignami ridimensiona l’iniziativa, affermando di non aver chiesto la smentita al Presidente, ma a Garofani, “e la sto ancora aspettando”. Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, sospettato di essere l’ispiratore del capogruppo, afferma che né FdIPalazzo Chigi hanno mai dubitato della lealtà istituzionale di Mattarella, con il quale il governo ha interagito in totale spirito di collaborazione. Ma su Garofani, il partito mantiene una posizione ferma.

Meloni prudente

La premier, probabilmente all’oscuro dell’uscita di Bignami, ha mal digerito la replica polemica del Quirinale, ed è convinta che in quei giardini qualcuno complotti contro di lei. Pur continuando a esprimere piena fiducia in Mattarella, offre scudo totale sui suoi. Nel comizio a supporto di Stefani a Padova, è chiara: “Senza un partito coeso non potrei fare il mio lavoro”, un messaggio interpretato come una dichiarazione di guerra a Garofani. Assicura di rimanere in carica “fino alla fine della legislatura”. Tuttavia, un incidente “minore”, scaturito da imperizia e dalla sindrome dell’assedio che affligge FdI, si è trasformato in un guaio istituzionale, danneggiando principalmente l’immagine della premier e confermando, per i critici, l’insofferenza della destra nei confronti degli altri poteri dello Stato.

1 Comment

  1. Ma dai, non ci si può credere! Queste acerbicità tra FdI e il Quirinale sembrano più una soap opera che politica! Ormai le dichiarazioni volano come coriandoli, e il rimpallo di colpe tra istituzioni è un classico qui in Italia. Giorgia Meloni come un berretto rosso in un campo di fiori?! Ma per favore…

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