Trump e Hegseth al vertice dei leader militari: un sostegno alla difesa statunitense
DALLA NOSTRA INVIATA
WASHINGTON – Ieri, centinaia di generali e ammiragli hanno partecipato alla riunione presso la base di Quantico, in Virginia, dove il Segretario della Difesa Pete Hegseth e il presidente Donald Trump hanno presentato le loro visioni riguardo al rafforzamento delle forze armate. Hegseth ha ritenuto fondamentale il raduno per ripristinare «l’ethos del guerriero» mentre Trump, riconoscendo l’inusualità dell’incontro, ha dichiarato che l’evento ha contribuito a rafforzare «lo spirito di corpo» tra i militari e le loro famiglie, riporta Attuale.
In un contesto di silenzio inusuale, Trump ha esordito con una battuta mirata a destare l’attenzione: «Se volete applaudire, applaudite. Se non vi piace quello che dico, potete lasciare la stanza, ovviamente perderete il rango e il vostro futuro». Poco prima di entrare in sala, aveva affermato a giornalisti di essere pronto a licenziare i leader militari che non dovessero soddisfare le sue aspettative. Nondimeno, nel suo discorso ha elogiato i presenti, mettendo in evidenza l’importanza delle capacità militari americane, comprese le forze nucleari, che ha descritto come «l’altra n-word» che non dovrebbe essere mai menzionata.
Trump ha promesso un investimento di un trilione di dollari per la difesa, affermando: «Sono con voi. Vi appoggio al 100%». Ha delineato una visione di forze armate «più forti, dure, veloci, fiere e potenti che mai» e ha accennato alle situazioni critiche in Medio Oriente e in Ucraina. «Mi daranno il Nobel per la pace? Assolutamente no. Lo daranno a qualcuno che non ha fatto niente, a un tizio che ha scritto un libro sulla mente di Trump», ha aggiunto, sottolineando che negare il premio sarebbe «un insulto» agli Stati Uniti.
Inoltre, ha toccato il tema dell’uso delle forze armate per mantenere l’ordine all’interno delle città americane, citando Washington, Portland e Chicago: «La nostra storia è piena di eroi militari che hanno combattuto tutti i nemici, stranieri e interni. Abbiamo anche nemici interni». Trump ha suggerito che alcune di queste città potrebbero essere utilizzate come «terreno di addestramento» per i militari. Le sue affermazioni hanno riaperto un dibattito interno al Pentagono sulla nuova Strategia nazionale di Difesa, la cui bozza sta circolando tra i generali, puntando sulla sicurezza dell’Emisfero Occidentale e sull’immigrazione.
Hegseth, parlando prima di Trump, ha criticato «decenni di decadenza» nelle forze armate, attribuendo la colpa a «stupidi politici» che hanno privilegiato il politically correct e la diversità rispetto al merito. Ha ribadito che l’era dell’aspetto non professionale è finita, esortando i generali a sentirsi responsabilizzati da una nuova visione all’interno dell’esercito. Riferendosi ai licenziamenti avvenuti recentemente tra i vertici militari, Hegseth ha affermato che è stato fatto un uso improprio delle promozioni basate su criteri razziali e di genere.
Alla fine dell’evento, i generali presenti hanno applaudito, mantenendo però un’espressione neutra, in linea con la tradizionale apoliticità delle forze armate, che non hanno mancato di ricevere critiche verso il governo Biden e i media.
Ma stiamo scherzando? Usare le città americane come “terreno di addestramento”? Sembra la trama di un film di guerra, vai a sapere cosa succede se davvero ci fosse un conflitto interno. Speriamo che gli americani ci pensino due volte prima di seguire queste idee assurde!!! Non si tratta solo della sicurezza, ma anche della dignità!!!