La Telefonata della Morte: Il Drammatico Caso di Ahmad Turmus in Libano
Il 16 febbraio 2025, Ahmad Turmus, un uomo di 62 anni proveniente da Tallusah, un centro sciita nel sud del Libano, ha ricevuto una cosiddetta «telefonata della morte» da un ufficiale dell’intelligence militare israeliana, che lo ha avvertito di un imminente attacco dronico. Alla domanda se volesse morire con le persone che lo circondavano o da solo, Turmus ha risposto: «Da solo». Ignorando gli appelli della sua famiglia, è uscito di casa e, pochi secondi dopo, è stato colpito da un drone, riporta Attuale.
Il caso di Turmus è parte di un crescente numero di incidenti simili, segnalati dopo l’intensificarsi delle tensioni tra Israele e Hezbollah. Secondo quanto riportato da Nabih Bulos sul Los Angeles Times, la sorveglianza israeliana, potenziata da un sistema di intelligenza artificiale, ha permesso di mappare le attività di figure come Turmus, che secondo Israele erano legate a Hezbollah, anche se lui stesso non era più un combattente. Tale sistema integra dati provenienti da fonti diverse come droni, smartphone e telecamere di sicurezza, dando a Israele una capacità quasi illimitata di monitoraggio.
Il conflitto tra Israele e Hezbollah si protrae da oltre quarant’anni e si è intensificato dal 7 ottobre 2023, quando sono aumentati gli attacchi. In risposta, Israele ha lanciato operazioni militari massicce nel sud del Libano, mirando a neutralizzare Hezbollah, visto come una minaccia superiore a Hamas. Nel corso degli anni, Israele ha accumulato un’enorme quantità di informazioni sul gruppo libanese, sicuramente contribuendo al tragico destino di Turmus.
In contesto di crescente violenza, il governo israeliano ha avviato a marzo una invasione del sud del Libano, creando una zona di sicurezza profonda circa dieci chilometri con l’intenzione di ridurre ulteriormente le operazioni di Hezbollah. In questo scenario, le notizie di saccheggi da parte delle forze israeliane nelle abitazioni abbandonate dai civili libanesi sono emerse, generando gravi preoccupazioni sui diritti umani e sulla situazione socio-politica nel paese.
In questo contesto, i droni israeliani continuano a sorvegliare e ad attaccare, mentre la popolazione libanese vive in costante paura di essere colpita nel corso di conflitti che sembrano destinati a proseguire. La storia di Ahmad Turmus è solo uno dei tanti esempi tragici di una guerra che non accenna a fermarsi, mostrando tragicamente come le vite civili siano spesso messe a repentaglio nell’eterna lotta tra queste due forze in conflitto.
La sorveglianza costante e le telefonate dai militari non fanno altro che aumentare la tensione tra i civili, incapaci di trovare un rifugio sicuro mentre il conflitto continua a imperversare.