L’uso dell’Intelligenza Artificiale nelle Chiese Americane: Un Cambiamento Epocale
Il 13 luglio 2024, in seguito al fallito attentato a Donald Trump in Pennsylvania, il reverendo Dwight Lee Wolter della Congregational Church di Patchogue, a Long Island, ha interrogato Chat-GPT su come comunicare con i suoi parrocchiani durante un momento di grande tensione emotiva. L’intelligenza artificiale ha generato un sermone impeccabile e toccante, incluso un appello alla preghiera e persino nuovi inni con musica originale generata dall’AI, riporta Attuale.
Wolter, pur ritenendo che non stia completamente delegando il suo compito a un programma, riconosce l’eventualità che “l’intelligenza artificiale ci presenterà un Dio più flessibile, più attraente e soprattutto disponibile 24 ore su 24”.
Secondo il Wall Street Journal, un’indagine del Barna Group rivela che il 50% dei pastori cristiani americani usa l’AI come supporto creativo. Tuttavia, circa il 25% ammette di utilizzarla per scrivere omelie e sermoni, un aumento significativo rispetto al 12% nel 2024. Questi allarmanti dati hanno alimentato le preoccupazioni espresse da Papa Leone nella recente enciclica sull’AI e il suo uso indiscriminato, sottolineando che il compito del clero è quello di condividere la fede, un compito che non può essere assolto da Chat-GPT.
In California, il reverendo Justin Lester ha creato un modello linguistico personalizzato chiamato Pastor GPT, progettato per analizzare discorsi e riflessioni specifiche, che si aggiornano automaticamente ogni settimana con nuovi sermoni pubblicati su YouTube. Il sistema è stato adottato da oltre trenta chiese protestanti e, in un recente episodio, ha evidenziato un tema di attualità tra i fedeli, il bullismo, integrando riflessioni sull’argomento. Tuttavia, non sempre la tecnologia funziona come previsto: un recente errore ha causato un disallineamento tra un testo generato dall’AI e le diapositive presentate, costringendo Lester a porgere scuse alla sua comunità.
Meghan Sullivan, docente di filosofia all’Università di Notre Dame e autrice di un progetto che esplora il rapporto tra religione e AI, avverte che utilizzare l’intelligenza artificiale per scrivere sermoni implica “non comprendere cosa accade a un cristiano quando un predicatore parla”. Sottolinea che le chiese sono tra le ultime istituzioni in cui le persone si siedono in silenzio per incontrare un’altra persona, senza mediazioni, ed è convinta che “Lutero si starà rivoltando nella tomba”. Sullivan definisce coloro che si avvalgono dell’AI come “mediatori di software teologico”.