Il ricordo di Papa Francesco un anno dopo la sua morte
Città del Vaticano, 20 aprile 2026 – Dal terzo piano del Palazzo delle Congregazioni, lo sguardo si perde lungo la facciata della basilica di San Pietro, perriacciuffarlo all’ombra delle statue severe del primo vescovo di Roma e dell’apostolo delle genti, Paolo. In occasione del primo anniversario dalla morte di Bergoglio, il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei santi, riflette sui tratti distintivi del suo pontificato. “No, no, lui non lo vorrebbe, gli faremmo un torto”, scherza Semeraro sul possibile riconoscimento di Bergoglio come santo, riporta Attuale.
Francesco e il linguaggio incisivo
Il cardinale sottolinea che oggi si sente la mancanza di “un linguaggio molto incisivo e ricco di immagini, accompagnato da una spinta costante verso la dimensione missionaria”. Questa mancanza, spiega, riflette un bisogno di estrinsecazione della Chiesa.
Leone XIV: continuità o discontinuità?
Semeraro giudica la scelta di Leone XIV come un “cambiamento di stile”, pur notando una “forte coincidenza” tra i due pontefici sul contenuto. “Per alcuni aspetti, parlerei di un arricchimento dettato dall’esperienza pastorale più complessa di Prevost”, aggiunge.
Reazione di Francesco a Trump
Rispondendo a una domanda su come Francesco avrebbe reagito all’approccio di Trump rispetto a Leone XIV, il cardinale afferma: “Non lo sappiamo. Tuttavia è vero che ci abituò a non avere peli sulla lingua. Ricordo le sue parole forti sui medici che praticano l’aborto, toni sicuramente poco diplomatici”.
Le scuse dagli USA
Semeraro rivela che “la diplomazia sotterranea vaticana” è già al lavoro riguardo a eventuali scuse da parte degli Stati Uniti. “Trump ha collaboratori che possono consigliarlo a rendere più evidenti i punti di contatto rispetto alle divergenze”, afferma.
L’ultima visita a Bergoglio
Il cardinale ricorda l’ultima visita a Bergoglio, avvenuta otto giorni prima della sua morte, e riflette sul suo stato di salute, trovando difficile la respirazione e il parlare del Papa. “Uscì dall’incontro un po’ scoraggiato, ma non pensavo morisse di lì a poco”, confessa.
Il peso del pontificato
Rispondendo alla domanda se Bergoglio si sia speso troppo per la Chiesa, Semeraro racconta un episodio significativo. “Un giorno gli chiesi di prendersi una pausa, ma lui mi guardò stupito e rispose: ‘Marcello, non le ho mai fatte prima, perché dovrei iniziare adesso?’”.
Documenti significativi di Papa Francesco
Infine, il cardinale elenca i principali documenti scritti da Francesco, tra cui “Evangelii Gaudium”, un manifesto programmatico, e “Laudato si’” e “Fratelli tutti”, che trattano rispettivamente di ecologia integrale e fraternità universale.