Controversia per la statua di Gesù abbattuta da un soldato israeliano in Libano
Un soldato israeliano è stato immortalato mentre colpisce con una mazza una statua di Gesù crocifisso, nel villaggio cristiano di Debl, nel Libano meridionale. L’immagine, diffusasi rapidamente sui social, ha scatenato una reazione politica e diplomatica a livello globale, riporta Attuale.
L’episodio ha fatto capolino nel contesto complesso del conflitto israelo-libanese, caratterizzato da giorni di quasi-tregua tra Hezbollah e le Forze di Difesa Israeliane (IDF). La fotografia, divenuta virale, ha attirato l’attenzione delle autorità israeliane, con i vertici militari che si sono espressi in merito.
Il tenente colonnello e portavoce delle IDF, Nadav Shoshani, ha confermato l’autenticità della foto, affermando che l’incidente sarà trattato con «grande severità», poiché la condotta del soldato risulta inaccettabile e contraria ai valori dell’esercito. È stata avviata un’inchiesta da parte del Comando Nord, con promesse di misure disciplinari e la volontà di collaborare con la comunità cristiana locale per ripristinare la statua.
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha definito l’atto «grave e vergognoso», lodando le IDF per le loro reazioni immediate e sottolineando l’importanza della responsabilità. Ha inoltre espresso le scuse ufficiali ai cristiani colpiti dall’incidente.
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha risposto alle dichiarazioni di Saar con soddisfazione, sottolineando la necessità di una condanna ferma di tali atti. Ha definito l’episodio un «violento accanimento contro i cristiani» e ha aggiunto che la profanazione dei simboli religiosi rappresenta solo una manifestazione di debolezza, contraria ai principi di libertà e dialogo interreligioso.