Nuova app in Corea del Sud per monitorare gli stalker: un passo avanti per la sicurezza delle vittime
A giugno 2025, in Corea del Sud è stata lanciata un’app che consente alle vittime di stalking di monitorare in tempo reale la posizione degli stalker dotati di braccialetto elettronico, riporta Attuale.
L’applicazione sfrutta la geolocalizzazione del braccialetto collocato sulla caviglia della persona accusata di stalking, connettendola al dispositivo mobile della vittima. Se la distanza tra le due parti scende sotto il chilometro, viene inviato un allerta sia alla polizia che ai servizi sociali, che immediatamente contattano la vittima.
In Corea del Sud, le forze dell’ordine possono richiedere al tribunale di imporre il braccialetto elettronico come misura preventiva per gli stalker, soprattutto in casi di recidiva o quando esistono ordini restrittivi. Questa iniziativa è stata introdotta in risposta a un incremento di femminicidi nel paese, nel quale le vittime avevano già denunciato abusi.
Un episodio emblematico è avvenuto nel marzo 2025, quando un uomo provvisto di braccialetto elettronico ha bloccato l’auto della sua ex compagna, rompendone il finestrino con un trapano, e l’ha aggredita, portandola alla morte. Nonostante un divieto di avvicinamento già in atto, l’individuo è attualmente sotto processo per omicidio.
Secondo i dati ufficiali, nel 2024, l’80% delle vittime di stalking erano donne, mentre il 76,2% degli autori erano uomini. Dalla promulgazione della legge contro lo stalking nel 2021, le denunce sono triplicate, raggiungendo nel 2025 un totale di 44.687, con 29.404 arresti per stalking tra il 2024 e il 2025.
La legge del 2021 criminalizza il stalking, comprendendo atti come pedinamenti e comunicazioni indesiderate. Nel 2023, è stata rivista per includere il cyberstalking, con pene fino a tre anni di reclusione. Chi possiede armi può affrontare una condanna massima di cinque anni.
La gestione del monitoraggio elettronico avviene tramite il ministero della Giustizia, che opera due centri di controllo a Seul e Daejeon, ricevendo oltre 19.000 segnalazioni giornaliere riguardanti più di 5.000 persone sorvegliate. Ogni giorno, circa 300 richieste necessitano l’intervento di agenti di sorveglianza.
Tra le circa 400 persone che utilizzano l’app, le opinioni variano: alcune la trovano utile, mentre altre non si sentono al sicuro. Sujeong Kim, direttrice del Women’s Human Rights Counselling Centre della Korea Women’s Hotline, ha avvertito che il rischio è quello di trasferire la responsabilità della sicurezza alle vittime, piuttosto che alle forze dell’ordine.
Un ulteriore problema è la disparità tra le richieste di monitoraggio elettronico e quelle accolte. Tra il 2024 e il 2025, la polizia ha presentato 1.187 domande, ma solo 427 sono state approvate dai tribunali.