L’UNHCR lancia il Fondo per la protezione ambientale dei rifugiati
Il 14 novembre, l’UNHCR, l’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati, ha annunciato il lancio del Fondo per la protezione ambientale dei rifugiati (REP), la prima iniziativa globale dedicata alla riduzione delle emissioni di carbonio guidata dai rifugiati, riporta Attuale.
Il Fondo mira a sostenere iniziative di rimboschimento, l’implementazione di metodi di cottura più puliti e lo sviluppo di lavori verdi che connettono il recupero ambientale a mezzi di sussistenza sostenibili. “Il Fondo REP ci permette di investire nell’ambiente, creare condizioni più sicure e dare alle comunità un interesse reale nella protezione della terra da cui dipendono”, ha dichiarato Siddhartha Sinha, responsabile del finanziamento innovativo dell’UNHCR. “I rifugiati spesso vivono in prima linea con condizioni climatiche estreme, affrontando inondazioni, siccità e la perdita di risorse naturali vitali”.
I primi progetti del Fondo, programmati in Uganda e Ruanda, segnano un passo fondamentale verso l’obiettivo decennale di ripristinare oltre 100.000 ettari di terreno e offrire accesso all’energia pulita a 1 milione di persone. In Uganda, il progetto prevede il ripristino di circa 6.000 ettari nei campi rifugiati di Bidibidi e Kyangwali, con il coinvolgimento di cooperative locali nella produzione di piante e nella gestione forestale.
Inoltre, l’iniziativa proporrà soluzioni energetiche domestiche più pulite, riducendo la dipendenza dal combustibile in legno. Questi sforzi potrebbero portare a una diminuzione di oltre 200.000 tonnellate di CO₂ all’anno e a una creazione di migliaia di posti di lavoro verdi per rifugiati e comunità ospitanti. In Ruanda, il programma prevede di ripristinare 600-800 ettari nel campo rifugiati di Kigeme, introducendo metodi di cottura sicuri per oltre 15.000 persone.
I benefici ambienali e sociali saranno monitorati e verificati, analizzando le riduzioni di carbonio e i risultati relativi alla biodiversità, suolo, acqua e mezzi di sussistenza. I ricavi dalla vendita di crediti di carbonio saranno reinvestiti in progetti comunitari, garantendo che nessuno venga escluso dai benefici economici e ambientali derivanti dal Fondo.
Il Fondo effettuerà la gestione dei progetti con la guida di rifugiati e comunità locali, offrendo competenze e opportunità di occupazione. Questi programmi non solo miglioreranno la qualità dell’aria, riducendo il fumo interno, ma restituiranno anche fertilità al suolo e miglioreranno l’accesso all’acqua. Attualmente, il Fondo sta considerando espansioni in Brasile (Roraima) e Bangladesh (Cox’s Bazar), puntando a progetti che proteggeranno le risorse naturali e i mezzi di sussistenza.
“Integrando le comunità sfollate nei mercati finanziari verificati, il Fondo dimostra che chi vive in contesti umanitari non è solo beneficiario di finanziamenti, ma anche partecipante attivo delle soluzioni globali”, ha osservato Pilar Pedrinelli, responsabile del REP Fund presso l’UNHCR. Ogni anno, nelle aree che ospitano rifugiati, vengono abbattuti quasi 25 milioni di alberi per produrre combustibile per cucinare, un atto che contribuisce alla deforestazione e degrada la qualità dell’agricoltura.
Il REP Fund rappresenta quindi un’occasione per invertire questa tendenza, restituendo vitalità agli ecosistemi e sostenendo le famiglie in stato di necessità, dimostrando che la resilienza delle comunità rifugiate può essere alimentata da azioni concrete per il pianeta.