L’angelo di San Lorenzo in Lucina continua a sollevare polemiche per le sue somiglianze con Meloni e Berlusconi

20.05.2026 11:55
L'angelo di San Lorenzo in Lucina continua a sollevare polemiche per le sue somiglianze con Meloni e Berlusconi

Nuove polemiche sul restauro dell’angelo di San Lorenzo in Lucina

Roma, 20 maggio 2026 – Non c’è pace per l’angelo restaurato di San Lorenzo in Lucina. Dopo che il volto dell’affresco era stato modificato, eliminando le somiglianze con Giorgia Meloni a seguito delle proteste, nuove controversie emergono poiché diversi osservatori notano somiglianze con altre figure pubbliche, come Marina Berlusconi e la cantante Elodie, riporta Attuale.

Il nuovo viso dell’angelo, creato dall’artista che aveva già ritratto la premier, suscita nuovamente scetticismo. Le critiche si intensificano sui social media, dove gli utenti evidenziano aspetti come la bocca “troppo carnosa” del ritratto, paragonandola a “peggiori influencer della nostra epoca”, e gli occhi considerati non proporzionati.

In risposta a queste polemiche, la senatrice di Fratelli d’Italia, Susanna Donatella Campione, difende l’operato del dipinto. “Prima era Giorgia Meloni, ora si cercano somiglianze con altri personaggi pubblici in una caccia alle streghe, in questo caso all’angelo, degna di miglior causa. A questo punto è evidente che il problema non è l’angelo restaurato di San Lorenzo in Lucina, ma l’ossessione ideologica di certa sinistra e di un sistema mediatico incapace di guardare un’opera d’arte senza trasformarla in una polemica politica”, dichiara Campione, membro della Commissione Cultura di Palazzo Madama.

La senatrice prosegue: “Trovo surreale che si sia arrivati perfino a chiedere la modifica di un volto dipinto perché ritenuto somigliante al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un intervento artistico diventato bersaglio di ironie, attacchi e pressioni al punto da costringere il Vicariato a un nuovo ritocco. E oggi, dopo il secondo restauro, riparte la stessa identica caccia alla somiglianza. Segno evidente che il problema non era e non è il dipinto”.

“L’arte sacra, la storia e il patrimonio culturale di Roma meritano rispetto, non processi mediatici o interpretazioni caricaturali alimentate dai social”, continua Campione. “Colpisce soprattutto che una vicenda nata dal recupero di un affresco danneggiato dalle infiltrazioni d’acqua sia stata trasformata in un caso nazionale solo perché qualcuno ha pensato di riconoscere i tratti della premier”.

“Evidentemente – conclude l’esponente di FdI – sarebbe stato più semplice lasciare l’angelo così com’era, oltretutto più bello, evitando una censura dettata dal conformismo culturale. Perché il vero rischio, oggi, è che ogni opera venga giudicata non per il suo valore artistico ma per la presunta simpatia politica che qualcuno decide di attribuirle”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere