Quarantacinque anni dalla tragedia di Ustica: richieste di giustizia e memoria
Quarantacinque anni sono trascorsi da quel fatidico 27 giugno 1980, quando, nel cielo sopra Ustica, si consumò una delle tragedie più oscure della storia italiana: l’incidente del DC9 Itavia, che causò la morte di 81 persone, tra cui 77 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio. Ad oggi, non esiste ancora una sentenza definitiva che chiarisca cosa sia effettivamente accaduto quella notte, né chi siano i responsabili. Questo lungo periodo è stato caratterizzato non solo da silenzi e depistaggi, ma anche dalla determinazione e dai sacrifici di coloro che non si arrendono di fronte alla ricerca della verità, riporta Attuale.
Il presidente della Repubblica ha sottolineato l’impatto duraturo di questa strage nel contesto della storia nazionale, evidenziando come non possa essere dimenticata. Mattarella si è espresso in un messaggio annuale, rivolgendosi con empatia ai familiari delle vittime che continuano a soffrire per una delle fasi più traumatiche e laceranti che hanno toccato il paese. La sua posizione è chiara: “La Repubblica non abbandona la ricerca della verità”, invitando tutti coloro che possono contribuire, anche dagli stati amici, a sostenere questa necessità di giustizia che permane nel tempo e rappresenta un fondamento della democrazia.
Recentemente, la richiesta di archiviazione formulata dalla procura di Roma ha colpito duramente i familiari delle vittime, lasciandoli spiazzati. Tuttavia, Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime,non perde la speranza e indirizza un appello al governo, unico ente capace di intraprendere azioni efficaci.
Bonfietti ha affermato che la magistratura ha svolto il proprio compito, ma ora è necessaria la cooperazione internazionale per dare risposte alle domande rimaste aperte. Nella domanda di archiviazione si trova una conferma della ricostruzione fornita dal giudice Priore nel 1999, secondo la quale il DC9 sarebbe stato abbattuto nell’ambito di un contesto di guerra, senza mettere in discussione le precedenti conclusioni, ma piuttosto rafforzandole.
A Bologna si è tenuta una seduta del consiglio comunale in memoria delle vittime, avviando le manifestazioni al Museo per la Memoria di Ustica, dove è presente l’opera di Christian Boltanski con reperti del relitto. Il ricordo del giornalista Andrea Purgatori, che ha lottato per anni per far luce su questa vicenda, è stato accolto da un sentito applauso da parte dei partecipanti.
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha dichiarato: “Sappiamo cosa è successo, ma dopo 45 anni non ci sono ancora colpevoli”. Ha messo in evidenza come le attualità dei conflitti in Medio Oriente riflettano quanto accaduto a Ustica, richiamando l’attenzione sulla necessità di maggiore trasparenza tra i paesi della NATO.
Anche Michele de Pascale, presidente dell’Emilia-Romagna, ha esposto il suo punto di vista, affermando che non manca solo la verità, ma anche il coraggio e la volontà da parte delle istituzioni di riconoscerla e ammetterla pienamente.