Un post sui social dell’eurodeputato Roberto Vannacci, ex generale e ora rappresentante della Lega, ha riacceso il dibattito sulla storia del fascismo, suscitando una forte reazione da parte delle opposizioni. Vannacci propone una rilettura degli eventi storici, affermando che la Marcia su Roma non fosse un colpo di stato, ma semplicemente una manifestazione di piazza. Le sue dichiarazioni, prese in prestito da fonti storiche, hanno scatenato l’ira di Pd e Avs, che lo accusano di revisionismo e chiedono un intervento della Lega. “Sono verità a volte scomode”, osserva Vannacci, promettendo un futuro libro intitolato La storia al contrario, riporta Attuale.
Il post sul fascismo
Nel suo post, l’eurodeputato allega foto di libri dedicati a Mussolini scritti dallo storico Renzo De Felice e menziona l’elezione di Mussolini alla Camera dei Deputati il 15 maggio 1921, dove ottenne il terzo più alto numero di voti in Italia. Vannacci insiste che le leggi approvate durante il regime, incluse le leggi razziali del 1938, furono “promulgate dal Re secondo le procedure previste dalla legge”. Nonostante il suo dettagliato elenco storico, Vannacci omette menzioni al delitto Matteotti e ad altri crimini del regime fascista.
L’ira delle opposizioni
La reazione delle forze di opposizione è stata immediata; il senatore dem Francesco Verducci ha criticato il silenzio di Matteo Salvini, chiedendo un intervento urgente da parte della Lega. “Se la Lega è ancora un partito antifascista, deve rimuovere Vannacci da qualsiasi ruolo,” ha dichiarato. Anche Luana Zanella di Avs ha attaccato Vannacci, definendolo “ridicolo” e auspicando una rivolta interna al partito. Le polemiche continuano a suscitare un ampio dibattito sulla memoria storica e sull’identità politica in Italia.
Foto copertina: ANSA/MICHELE MARAVIGLIA | Roberto Vannacci a Pontida, 21 settembre 2025