Proteste violente a Torino e Milano: scontri e tensioni sociali nel Nord Italia
L’asse della protesta tra Milano e Torino si è riacceso ieri, segnando un momento di altissima attenzione politica e sociale nel Nord Italia. Nonostante le differenti matrici delle mobilitazioni, l’opposizione alle politiche di sicurezza e alla gestione degli spazi urbani è emersa chiaramente. A Torino, il focus è rimasto sulla difesa identitaria di un centro sociale storico, mentre a Milano la contestazione ha assunto contorni internazionali, puntando il dito contro l’agenzia statunitense Ice in un clima di sorveglianza massiccia che ha evitato scontri diretti, riporta Attuale.
A Torino, la giornata, inizialmente pacifica, si è presto trasformata in una guerriglia urbana. Al corteo, che ha visto la partecipazione di circa 15mila persone, sono scoppiati scontri, con lanci di bombe carta e fuochi pirotecnici da parte degli attivisti, mentre la polizia ha risposto con idranti e cariche di alleggerimento.
I tre concentramenti previsti dagli organizzatori si sono svolti in piazza XVIII dicembre, Porta Nuova e Palazzo Nuovo, prima del raduno finale in piazza Vittorio Veneto. Durante la manifestazione, alcuni partecipanti a volto coperto si sono staccati dal corteo dirigendosi verso Corso Regina Margherita, dove ha sede il centro sociale attualmente sotto sequestro. Usando tubi di metallo come mortai, i facinorosi hanno incendiato cassonetti e lanciato fumogeni, ostacolando l’avanzata delle forze dell’ordine. Anche nel Campus Einaudi, occupato da altri antagonisti, si è verificato un violento scontro con gli agenti.
Il momento più critico si è verificato in Corso Regina Margherita, dove un gruppo di manifestanti ha circondato e aggredito un poliziotto, colpendolo in dieci contro uno con calci, pugni e anche un martello. L’agente, originario di Pescara e in servizio al reparto mobile di Padova, ha subito contusioni multiple, ma non è in pericolo di vita.
Il sindacato di polizia Coisp ha denunciato un “vero e proprio tentativo di linciaggio”, evidenziando il coraggio di altri colleghi che sono intervenuti in sua difesa. In serata, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, il governatore del Piemonte Alberto Cirio e il ministro della Pa Paolo Zangrillo hanno fatto visita all’agente ferito. A fine giornata, si registrano almeno 31 agenti feriti e una decina di arresti.
La Rai ha condannato con fermezza l’aggressione subita dalla giornalista Bianca Leonardi e dal suo filmmaker, aggrediti da gruppi antagonisti incappucciati. I giornalisti sono stati minacciati e costretti ad allontanarsi mentre venivano lanciati sassi e danneggiata la loro attrezzatura di lavoro.
A Milano, la mobilitazione ha avuto come epicentro Piazza XXV Aprile, dove circa 4mila manifestanti hanno protestato contro l’eventuale arrivo in Italia degli agenti dell’Ice in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina. Tra i partecipanti, cittadini statunitensi residenti in Italia hanno esposto le foto di Renèe Good e Alex Pretti, uccisi dagli agenti Ice nei giorni scorsi.
Incredibile vedere come la tensione sociale stia esplodendo in città come Torino e Milano. Ma siamo sicuri che la violenza sia la risposta giusta? Ci vorrebbe più dialogo e meno scontri, non credete? Le strade non possono diventare un campo di battaglia!!!